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omicidio tartari 

Zia di Ruszo a processo Ma non si trova in Italia

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Anche Agata Farkasova, zia di Patrik Ruszo, sarà processata come la madre, mamma Rosi, Ruzena Sivakova, per favoreggiamento, per aver detto il falso al processo per l’omicidio di Pier Luigi Tratri. Così aveva deciso nei giorni scorsi la procura, e gli atti d’accusa sono stati notificati dalla squadra mobile. Ma non è stato possibile farlo però per la zia Agata, perchè irreperibile, scomparsa dall’Italia. Agata, allora la donna di Ivan Pajdek, non si trova, ma restano le accuse negli atti processuali del processo e delle indagini proprio della squadra mobile. Lei come testimone al processo disse falsamente di non sapere che Patrik Ruszo era coinvolto nell’omicidio Tartari e che Patrik stesso non le disse nulla prima di scappare da Ferrara, dopo la tragedia di Tartari. Ma non era vero, in quanto, invece, proprio ai poliziotti della Mobile disse il contrario. Sia lei che altri familiari (i nonni di Ruszo) seppero fin da subito dell’omicidio, nessuno disse nulla. Collaborarono tutti, è vero, solo dopo per far catturare tra Ungheria e Slovacchia, Ivan Pajdek che era scappato, ultimo ad essere arrestato. Anche mamma Rosi sarà processato per favoreggiamento e ricettazione di un televisore che gli consegnò, proprio Pajdek, dopo averlo rubato alla casa di cura Salus . Il favoreggiamento per falso, verte sul fatto che lei disse al processo di non aver sentito nè visto nulla la notte della rapina finita poi in omicidio. Invece, mamma Rosi testimoniò, in un primo momento che sentì Tartari dire "lasciatemi in pace, cosa volete da me?"; e al suo compagno riferì di aver sentito il pensionato di Aguscello gridare "non ho niente" dall'interno della casa. Ad accusarla era anche Pajdek: disse che mamma Rosi era la basista, ma il concorso in rapina non è contestato. —

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