Ibo Italia, Casa per i giovani nell’ex scuola materna Banzi
Recuperato lo stabile di via Boschetto, superate le iniziali perplessità dei residenti L’obiettivo dell’associazione: niente barriere, piuttosto apertura al mondo e “ponti”
Finalmente Ibo Italia ha la sua sede fissa e ieri dopo le iniziali contestazioni che temevano la sua presenza in via Boschetto, in piena armonia con il quartiere, il sindaco Tiziano Tagliani ha inaugurato la struttura. Ex Scuola materna Banzi come ancora per pochi giorni ricorda la targa all’ingresso della palazzina, ora la palazzina è stata trasformata in una Casa aperta ai giovani di tutte le nazionalità che potranno incontrarsi, scambiarsi opinioni, partecipare a Laboratori ed a momenti di formazione, «per costruire ponti, abbattere le barriere, favorire lo sviluppo di relazioni con tutto il mondo».
contro il degrado
È l’obiettivo espresso dal direttore Dino Montanari e dallo stesso Tagliani nel ringraziamento rivolto a coloro che hanno contribuito al recupero lungo e faticoso dell’immobile da molto tempo in uno stato di abbandono e di degrado senza che nessuno fosse interessato all’acquisto. Con un pensiero particolare per i volontari che hanno dedicato all’opera tantissimo del loro tempo. «Ibo ha vinto la scommessa – ha concluso il sindaco – testimoniata da questa bella Casa, che diventerà un centro importante per il quartiere e la città dove scambiarsi diverse esperienze» .
Padre spirituale di Ibo è don Emanuele Zappaterra che ha benedetto la struttura ed i presenti, ricordando il suo incontro con Ibo quando era ancora seminarista e poi dopo come sacerdote: «Ibo nacque nel 1957 per aiutare le famiglie a ricostruire le case distrutte dai bombardamenti –; nel tempo le circostanze sono cambiate ma pur continuando a costruire con le pietre, (Ibo Italia = Costruttori di pace), oggi si dedica alle relazioni a livello mondiale con i suoi giovani».
I ringraziamenti ufficiali sono stati espressi dal presidente Alberto Osti e sono stati tanti, ad alcune banche, alla Fondazione Santini, agli studi professionali, alle imprese e a chi dona ogni giorno vettovaglie.
Contro l’intolleranza
A concludere, don Angelo Marcandelli che fu il primo a credere nelle potenzialità di Ibo contro tanti pareri discordi e che ieri ha augurato a questa realtà sociale di percorrere ancora tanta strada. «Ibo nacque inizialmente per aiutare le famiglie tedesche che provenivano dall’Est a ricostruire la loro esistenza perché rifiutate dagli stessi connazionali; oggi le cose non sono tanto cambiate e ci ritroviamo in una società dove sono presenti forti sentimenti di intolleranza. Dobbiamo invece abbattere i muri e costruire un mondo migliore cercando di aiutare chi è povero e in situazioni indigenti».
Dopo l’inaugurazione sono in programma tre giorni di iniziative per far conoscere la struttura al quartiere e alla città, per dare tutte le informazioni su opportunità di volontariato o di collaborazione, per presentarsi a chi vive nel quartiere mentre oggi alle 17 ci sarà l’assemblea annuale dei soci a cui seguirà un momento conviviale. –
Margherita Goberti
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
