Ultimi “fuochi” elettorali in piazza e nei bar
Saluto anticipato agli elettori per quattro candidati. Ieri un fiume di schede in prefettura e a Ferrara cambiati 60 scrutatori
La campagna elettorale a Ferrara se ne va quasi in punta di piedi. Tante iniziative e incontri pubblici, ma anche dibattiti tra candidati disertati dall’uno o dall’altro, conferenze stampa e inviti ad hoc focalizzati su temi specifici, aperitivi e cene con i supporter, le polemiche quasi sempre tenute a distanza (qualche botta spesso senza risposta), i big di passaggio pressati dagli orari delle agende (Salvini, che ha dedicato più tempo ai selfie che al comizio, Zingaretti, Calenda, Pizzarotti, la Meloni). I comizi in piazza dei candidati locali seguiti da sparuti drappelli, e poi i post sui “social” con aggiornamenti non sempre quotidiani, i classici cartelloni e le megafoto sugli autobus.
Insomma di tutto un po’: nel bailamme una macedonia di programmi sfilacciati e serviti a bocconcini, giorno per giorno. A “staccare”, i toni acuti di Sgarbi e la fedina di Lodi. Sulla carta tante cose, in realtà a rubare la scena a tutti è stato il governo nazionale con il ring quotidiano tra Salvini e Di Maio e le Europee sullo sfondo.
Il saluto anticipato
Tra i candidati sindaco delle comunali, nella competizione elettorale più incerta degli ultimi decenni, c’è chi ha salutato gli elettori giovedì: Andrea Firrincieli con lista civica “InnovaFe”, Alberto Bova con “Italia in Comune”, Giorgio Massini con la civica “Ferrara Libera” e Tommaso Mantovani del M5S. Ieri per loro niente comizi ma relax al bar con i sostenitori più fedeli. In serata lo stop. Dalla mezzanotte il Paese è entrato nel silenzio elettorale (ma lo spazio per i furbetti dell’annuncio pirata c’è sempre). Oggi pomeriggio, alle 16, si insedieranno i seggi elettorali che nel capoluogo sono 160 più 8 speciali (ospedale di Cona, carcere, grandi strutture per anziani).
Consegne a go-go
L’ufficio elettorale, che oggi sarà aperto dalle 9 alle 18 e domani dalle 7 alle 23, ha già provveduto a sostituire, attingendo dagli elenchi delle riserve, 60 scrutatori che hanno rinunciato. La prefettura ieri ha preso in consegna gli scatoloni stipati di schede. Tutto fornito da una tipografia di Verona. Il controllo è stato eseguito in mattinata, poi le schede hanno raggiunto le sedi dei 21 Comuni dove si vota per le Europee e dei 13 che rinnoveranno le amministrazioni locali. —
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