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Ferrara al bivio, un voto consapevole

LUCA TRAINI
Seggio aperto alle scuole Manzoni di Ferrara
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Seggio aperto alle scuole Manzoni di Ferrara

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sulle elezioni

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FERRARA. Ferrara è al bivio, come mai prima. Mai prima di oggi, in questo lembo appartato d’Emilia che non ha avuto un Guazzaloca, le elezioni amministrative avevano comportato l’effettiva possibilità che finisse diversamente: erano in gioco percentuali e preferenze personali, non l’esito del voto - l’ininterrotta continuità amministrativa del centrosinistra. Che non è più scontata. Anzi.

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I numeri su cui i dem hanno misurato le strategie e scelto la candidatura di Aldo Modonesi davano il leghista Alan Fabbri in fuga. A distanza di tre mesi, al termine di una campagna elettorale straordinariamente fitta di incontri e con altri sei contendenti sulla scheda, la partita resta aperta, e carica di significati che rimbalzano oltre le mura. Il vice premier Matteo Salvini ne fa una bandiera, lo stato maggiore leghista punta su Ferrara e su Forlì per muovere all’assalto della Regione. Il neo segretario Pd Nicola Zingaretti incita a resistere e da qui far ripartire una riscossa civile. Trincea Ferrara.

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Ferrara campo di battaglia largo, con le contese in parallelo di Copparo e di Argenta, in cui il Pd difende, il centrodestra unito a trazione leghista picchia duro, i Cinque Stelle ci provano. Ma è una chiamata alle urne, questa, non alle armi. Il suo esito avrà inevitabilmente un’eco più ampia. Ovvio, e va bene, ma solo a patto di non perdere di vista il senso della partita: oggi, ed eventualmente tra due settimane, con la scheda azzurra decidiamo a chi affidare le nostre città, scegliamo sindaci e consiglieri, non ci esprimiamo né sul governo, né sulla regione. E con quella marrone eleggiamo chi ci rappresenterà in sede europea. Il resto è succedaneo.
Buona domenica alle urne. –

Luca Traini

 

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