Capire il disagio e offrire aiuto Studenti a lezione di solidarietà
L’iniziativa all’Iti-Ipsia con la collaborazione del centro servizi Agire Sociale Gli allievi invitati a simulare colloqui con chi si rivolge alle associazioni
Uno sguardo verso il mondo reale, oltre l’orizzonte conosciuto di adolescenti forti della loro rete di sicurezza fatta di affetti familiari, amici, consuetudini scolastiche. Un pezzo di mondo che parla di disagio, non sempre percepito, e comunque distante, di sofferenza e durezza dell’esistenza quotidiana.
Lezioni dai testimoni
È un punto di vista concreto su questo pezzo di realtà che l’Istituto Ipsia – Iti “Ercole I d’Este” di Ferrara ha voluto proporre a una parte dei propri allievi, organizzando un vero e proprio meeting dal titolo “Fiera del volontariato”, prima all’Ipsia poi all’Iti Copernico, attraverso testimonianze, conversazioni e attività di laboratorio insieme ad alcune esperienze importanti di volontariato. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Istituto e il centro servizi Agire sociale.
«Siamo convinti – sottolinea la responsabile di sede dell’Ipsia, l’insegnante Monica Santoro – che far conoscere meglio le esperienze di volontariato ai nostri ragazzi abbia un valore fortemente didattico». A partire per prime sono state le terze A, C ed M dell’Ipsia che, a turno, con i loro insegnanti, hanno ricevuto la visita di rappresentanti della Caritas Diocesana, dell’Associazione Il Mantello, del Centro Donna Giustizia e della volontaria Sara Franesi, impegnata nel progetto di rivitalizzazione e cura di un parco di proprietà pubblica.
Ad assistere giovani e volontari in questo viaggio di scoperta, Sara Dambrosio, coordinatrice di Agire sociale, con la quale l’Iti – Ipsia ha sottoscritto una convenzione di più ampio respiro, che prevede tra l’altro il sostegno allo svolgimento di attività di volontariato che vedono protagonisti studenti ai quali sono stati emanati provvedimenti disciplinari di sospensione. Infatti, l’Istituto, già a partire dallo scorso anno, offre a questi giovani la possibilità alternativa di effettuare ore di impegno volontario presso diverse Associazioni ferraresi (Caritas, Ado e altre), nell’intento di contribuire concretamente a formarli a una cultura della solidarietà, più attenta ai bisogni delle persone, attraverso piccoli lavori e mansioni di carattere pratico.
Capacità di ascolto
Ma anche alla empatia e alla capacità di ascolto si può essere educati. Lo conferma Stefania Malisardi, giovane volontaria della Caritas, 29 anni ma già un lungo percorso di impegno al suo attivo, che ha istruito i giovani allievi a simulare colloqui con persone simili a quelle che si presentano ogni giorno nelle strutture dell’Associazione.
«Ho cercato di spiegare loro – dice Mariana – che bisogna sfatare dei pregiudizi, perché le aree di disagio, nella nostra società, sono oggi ben più estese di quanto non si ritenga. Certo, è molto difficile comprendere e supportare le persone, aiutandole a risollevarsi dai loro problemi. Le soluzioni stesse sono complesse, occorre il più delle volte fare i conti con barriere non semplici». –
Morena Cavallini
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