Corsi teatro per detenuti Gli alunni raccontano l’esperienza ai compagni
«Del carcere, parte integrante della nostra città, si sa poco e male. Il carcere è il luogo che la nostra giustizia ha allestito perché le persone condannate possano riabilitarsi e reinserirsi nella società. La giustizia è parte essenziale del processo sociale e politico della nostra civiltà. E quindi i giovani devono quanto prima fare esperienza diretta, per poter farsi delle idee proprie e confrontarsi»: Horacio Czertok di Teatro Nucleo, che dirige il laboratorio teatrale della Casa Circondariale di via Arginone dal 2005, motiva così le ragioni alla base del progetto che mette in relazione le quinte classi del liceo Ariosto e i detenuti del carcere cittadino e che oggi, alle 9, vede un importante sviluppo proprio all’interno della scuola, nella succursale di via Dosso Dossi.
Giovedì scorso un gruppo di studenti e studentesse ha varcato i cancelli della Casa Circondariale: ad aspettarli 16 detenuti che partecipano al laboratorio di teatro carcere condotto da Czertok e Marco Luciano di Teatro Nucleo. Li attendevano per presentare loro una prova aperta di “Album di Famiglia”, spettacolo teatrale che sta nascendo da un laboratorio di due anni – dal 2018 al 2020 – dedicato al tema “padri e figli”, comune a tutti i progetti del Coordinamento Teatro-Carcere della Regione Emilia Romagna. Dopo lo spettacolo, momento di confronto tra studenti e detenuti e, quindi, la richiesta di scrivere riflessioni, pensieri, emozioni, provocati da quell’incontro.
Oggi gli studenti che hanno incontrato i detenuti raccontano tale esperienza ai compagni del liceo, leggendo loro gli scritti scaturiti dalla giornata, che saranno letti anche ai detenuti in carcere e pubblicati su Astrolabio, il giornale della Casa Circondariale di Ferrara. —
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