Crisi Mercatone Uno Politica in campo oggi il tavolo a Roma
Si cerca una soluzione per salvaguardare i posti di lavoro Le associazione dei consumatori pronte a tutelare i clienti
«Il fallimento di Mercatone Uno non è degno di un paese civile».
In tanti, soprattutto nel mondo della politica e delle istituzioni, a cominciare dal governatore dell’Emilia Romagna, hanno espresso questo concetto per inquadrare la delicata crisi che ha portato a licenziamento di 1.800 dipendenti, dei quali quasi un centinaio lavoravano presso i punti venditi del Ferrarese: Ferrara (zona Fiera), Mesola e San Giuseppe di Comacchio, oltre ad una cinquantina di addetti impegnati nella vicina struttura di Occhiobello.
In campo la politica
Vista la gravità della situazione è l’assurda situazione che si venuta a creare, per cercare il salvabile entra in campo anche la politica. L’incontro con il ministero per lo Sviluppo economico per avviare un tavolo di crisi sulla futuro dell’azienda e sul destino dei dipendenti è stato anticipato oggi a Roma, nella consapevolezza che i tempi tecnici sono strettissimi.
Il presidente della Regione Bonaccini sarà a Roma «nei prossimi giorni» per «pretendere verità e risposte per chi lavora negli e per gli stabilimenti».
« Sul fallimento di Mercatone Uno la procedura può riniziare, salvaguardando i lavoratori - dichiara l’ex Ministro Carlo Calenda, che quando era al Governo avviò le pratiche per cercare di sanare la crisi - ma ci vuole cura, lavoro e la presenza del Ministro ai tavoli di crisi».
A livello ferrarese il coordinamento provinciale di Articolo 1 in un comunicato afferma di «stringersi in modo particolare ai lavoratori del nostro territorio e alle loro famiglie, auspicando che nell’incontro convocato al Ministero dello Sviluppo Economico si possa giungere ad un’intesa positiva per tutte le parti coinvolte».
«Lavoratori e famiglie dimenticati dalle beghe di governo è l’opinione Mirko De Carli, coordinatore alta Italia del Popolo della famiglia, chiamando in causa l’esecutivo alle proprie responsabilità.
Intanto anche le associazioni dei consumatori si stanno mobilitando per tutelare i clienti rimasti inevasi dalla brusca e repentina chiusura dei punti vendita. —
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