La scuola materna di Gavello non riaprirà a settembre
Con la fine dell’anno scolastico termina l’attività dell’asilo paritario I volontari: troppe spese e pochi bambini per poter continuare l’attività
GAVELLO. La scuola d’infanzia di Gavello arriverà al capolinea con la fine dell’anno educativo in corso. La fine dell’attività è stata comunicata ai genitori dei piccoli frequentanti l’asilo e alle maestre. Il tutto era già nell’aria, ed era stata prospettata durante l’incontro pubblico di metà aprile, in cui l’associazione “Zucchero Filato”, che gestisce la materna paritaria, ha presentato la fredda natura dei conti: iscritti, attuali difficoltà economiche e la situazione che si paleserebbe se, alla riapertura della scuola a settembre, gli iscritti a fossero stati soltanto otto.
RISCHIO D’IMPRESA
Numeri non in grado di garantire le rette necessarie al sostentamento della scuola, che è sopravvissuta in questi anni anche grazie al sostegno di tutti: i contributi comunali destinati alle scuole paritarie, le donazioni di privati e gli sforzi del volontariato di Gavello.
«Ci dispiace molto di non poter continuare questa esperienza educativa che ci ha dato molto e ci ha permesso di crescere – spiega a nome dell’associazione “Zucchero Filato”, Federica Scapoli –. Il volontariato riempie la vita, ma quando quest’ultimo diventa un rischio di impresa il discorso cambia. Purtroppo, non esistono più le condizioni per via del numero di iscritti alla scuola e, in queste condizioni, non ce la sentiamo di mettere a rischio le nostre famiglie (di chi sta portando avanti l’attività della scuola; ndr). Il Comune è sempre stato presente e ci ha supportati economicamente, ma gli attuali numeri non ci permettono di guardare avanti. Ci hanno chiesto di tenere duro, ma i numeri non aiutano».
VOLONTARIATO
Il concetto era stato ripreso anche durante l’incontro pubblico svoltosi alcune settimane fa: «Per noi, questa è stata una sfida, ma soprattutto un’attività di volontariato – aveva detto durante l’incontro pubblico Federica Scapoli – nonostante il tutto sia diventato un secondo lavoro. Abbiamo iniziato con 17 bambini, ed anche se la gestione ha fatto registrare una piccola perdita all’inizio (dovuta alla mancata parificazione e ai contributi statali non arrivati) il Comune ci ha sostenuti. Nel secondo anno educativo una maestra è andata in maternità ed abbiamo dovuto sostenere costi ulteriori, a fronte di soli 15 iscritti». Le rette non permettono da sole di coprire i costi di gestione e la busta paga delle tre maestre attualmente di ruolo.
IL COMUNE
Il Comune, attraverso il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore alla scuola, Francesca Aria Poltronieri, si era detto «pronto a sobbarcarsi le spese eccedenti, a condizione di avere la garanzia delle forze necessarie per mantenere aperta la scuola frazionale». La collettività di Gavello si è presa il tempo necessario per studiare le eventualità, ed anche per soppesare costi e benefici.
«Dispiace – spiega l’assessore Poltronieri – che il progetto di Gavello non possa continuare, anche per l’impegno delle persone che si sono adoperate, in questi due anni, all’interno dell’associazione che ha gestito la scuola. Ci auguriamo che i genitori dei bambini di Gavello decidano di proseguire l’attività educativa nei plessi situati nel nostro territorio comunale». —
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