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il caso  

Mercatone Uno, il ministro Di Maio: «Subito cassa integrazione ai lavoratori»

Marcello Pulidori

Ieri pomeriggio il presidio dei dipendenti. Oggi assemblea a Pontelagoscuro. Giovedì nuovo tavolo di trattativa al Mise

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È sceso in campo direttamente il ministro dello sviluppo economico. Sui 96 dipendenti ferraresi di Mercatone Uno (1.800 in Italia) messi a casa con un messaggino sul telefono, si accendono i riflettori della politica economica nazionale. Ieri pomeriggio, mentre di fronte al punto vendita di via della Fiera a Ferrara si svolgeva il presidio dei lavoratori, al ministero dello sviluppo economico lo stesso Luigi Di Maio presiedeva un tavolo di emergenza sulla crisi Mercatone Uno e sui drammatici riflessi occupazionali.

il vicepremier

Annunciando per giovedì un nuovo tavolo di trattativa che si terrà sempre al Mise (Ministero sviluppo economico) ed a cui sarà presente anche la Regione Emilia-Romagna, Di Maio è poi stato chiaro, portando una nota di ottimismo in questa tribolata vertenza: «Giovedì – ha dichiarato al termine dell’incontro di ieri il vicepremier – ci saranno anche creditori e fornitori e l’obiettivo minimo da attuare subito è la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori. Una cosa posso già annunciare – ha detto ancora Di Maio – e cioè che ce la metteremo tutta. Il tribunale di Bologna deve autorizzare la procedura di amministrazione straordinaria e riprendere l’esercizio provvisorio il prima possibile. Così da consentire il ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori». Un intrecciarsi di competenze giudiziarie che vede in campo anche un altro tribunale, quello di Milano, lo stesso che ha dichiarato il fallimento della società (con sede legale a Milano) Shernon Holding proprietaria di Mercatone Uno.

tre punti vendita

Intanto Ferrara si mobilita per i suoi 3 punti vendita, quello già citato di via della Fiera e i due dislocati in provincia, a Mesola e San Giuseppe di Comacchio.

Altro importante appuntamento deciso ieri da Cgil, Cisl e Uil è l’assemblea coi lavoratori che si svolgerà oggi a partire dalle 15,30 al centro Quadrifoglio, a Pontelagoscuro. L’annuncio è arrivato nel tardo pomeriggio, portavoce Maria Lisa Cavallini segretaria della Filcams Cgil Ferrara.

Sabina Bigazzi, della Filcams-Cgil nazionale, parla di «situazione inedita, una amministrazione straordinaria che sfocia in fallimento e di fronte alla quale, come minimo, ora serve un ammortizzatore sociale». Il tutto per cercare di capire anche le prospettive di vendita e di acquisizione del gruppo, a tutela dei 1.800 dipendenti.

E ben comprensibile è l’amarezza ma soprattutto la preoccupazione espresse ieri dai dipendenti, davanti al loro posto di lavoro (chiuso), e con la prospettiva di altri giorni di incertezze. Senza contare le situazioni paradossali che questo fallimento del gruppo sta generando: clienti che hanno acquistato, ad esempio, una cucina e che ora si stanno domandando quando potranno vederla montata a casa. —





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