Un anno senza ponte «Sposterò l’attività»
La delusione del gommista, l’unica azienda della frazione «Con la strada chiusa perdo clienti e i lavori non si vedono»
«È passato un anno e ancora è tutto uguale a prima. Potrò resistere ancora pochi mesi, poi dovrò prendere la decisione di spostare la mia attività». A parlare è Diego Paganini, gommista che vive e ha un’attività (dove lavorano sei persone) nella frazione jolandina di Gherardi, isolata da un anno a causa della chiusura di via Mottatonda per danni al ponte sullo scolo “Jolo13”.
Un anno durante il quale il problema è stato discusso più volte anche in consiglio comunale. Lo scorso dicembre la convenzione con il Consorzio di Bonifica per i lavori (costo complessivo 30mila euro). Poi il 14 aprile la giunta ha deliberato il progetto, annunciando di essere solo in attesa del nullaosta da parte della Provincia.
tutto fermo
Invece, nessun inizio lavori e strada chiusa isolando di fatto Gherardi e l’officina (unica attività del paese) da quanti arrivano dal Basso Ferrarese, costretti ad arrivare fino a Tresigallo e poi tornare indietro. «Ho iniziato nel 1998 qui - dice Paganini -, ma prima avevo un’attività anche a Codigoro e molti dei miei clienti vengono ancora qui, così come molti arrivano dal Comune di Fiscaglia e da Lagosanto. Il problema è che tutti sono costretti a percorrere il doppio dei chilometri, anche i nostri due furgoni che fanno l’assistenza. Ma non è il solo problema, ad esempio il bilico della Michelin che mi porta i copertoni oltre a compiere un giro lungo entra per miracolo nell’unica strada rimasta. Altri usano le stradine di campagna, si piantano e a me tocca andare a recuperarli. Ah, giusto perché c’erano le elezioni nella strada rimasta i buchi sono stati rattoppati col catrame, ma con l’asfalto bagnato e non col sole, così le auto arrivano in officina coi pezzi di catrame sulla carrozzeria e non dico le condizioni delle gomme...».
troppi disagi
Ma l’elenco dei problemi per chi vive a Gherardi non si limitano alla viabilità. Come segnalato più volte da Paganini: «Ogni volta che c’è vento ci sono problemi sia alla linea elettrica che a quella telefonica per la precarietà dei pali, tanto che più volte restavo isolato e non funzionava il Pos. Vogliamo aggiungere l’erba non tagliata? E da quando la squadra amatori è andata a giocare a Jolanda il campo di calcio è stato abbandonato, per mesi ho tagliato io l’erba per far giocare i miei figli, ma così non ha senso».
senza risposte
Proprio Paganini è fra i più attivi a segnalare i disagi di Gherardi: «Paghiamo le tasse come tutti gli altri. Quando ho aperto l’attività ho pagato 9.500 per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile non credo di meritare tale trattamento. Il sindaco? Le ho telefonato più volte, capisco che i soldi non ci sono, ma non è possibile rimandare ogni volta l’intervento e non credo che ora con le elezioni il problema sarà rimandato tanto in fretta. Ripeto, non posso chiedere ai miei fornitori di utilizzare corti private per arrivare in officina e non è giusto costringere i miei clienti a questi disagi. Non riesco a calcolare il danno economico di quest’ultimo anno, ma di certo non ho più visto tanti dei miei clienti. Mi spiace, ma così me ne devo andare...». —
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