La Nuova Ferrara

Ferrara

Polizzi e capatti nuovi vertici 

Fondazione Carife guarda al futuro e si chiamerà “Estense”

2 MINUTI DI LETTURA





L’avvocato Giovanni Polizzi e l’ingegnere Sergio Capatti sono i nuovi vertici, rispettivamente presidente e vice, di Fondazione Carife. Che non si chiamerà più così, visto che Cassa Risparmio Ferrara non esiste più, ma come proposto dall’assemblea, il nuovo nome sarà “Fondazione estense”. Fondazione che ieri ha riunito Assemblea dei soci e Organo di governo, approvando il bilancio consuntivo 2018 con un risultato negativo dimezzato rispetto al 2017, pari a 57.000 euro.

«Esercizio 2018 - spiega la nota di Fondazione - tra i più complessi». Visto che l’anno scorso, dopo contatti con il Mef, Fondazione aveva manifestato interessi su fusione o collaborazione tra fondazioni. Solo Fondazione Roma rispose all’appello ma a fine estate l’ipotesi saltò per il cambio cda dell’ente romano e già a dicembre scorso erano cambiate nuovamente le prospettive, facendo tornare Fondazione in un clima di incertezza sulla sua stessa attività. E ancora, in assemblea è stato ricordato il ricorso a Tar e Consiglio di Stato di Fondazione contro il decreto Salvabanche. E soprattutto è stato evidenziata la contraddizione giuridica tra le sentenze italiane e quella della Corte di Giustizia Europea che ha riconosciuto l’illegittimità della violazione del divieto di aiuti di Stato per interventi del Fidt: di fatto il tribunale europeo ha accolto - pur indirettamente (giudicando il casoTeracas) - la tesi che Fondazione Carife e Fidt hanno sempre sostenuto, poichè non vi era stato alcun ricorso al denaro pubblico nel salvataggio di Carife nel 2015.

Ma guardando al presente, Fondazione spiega che «sebbene da un lato continui ad essere evidente una complessa situazione finanziaria, dall’altro gli eventi di rilievo accaduti in questi primi mesi del 2019 lasciano intravedere la concreta possibilità di un nuovo orizzonte per il nostro ente». Di fatto è in corso una articolata “manovra di salvataggio” che permette a Fondazione di guadagnare prospettive di rilancio: in primis, per cercare il migliore partner. Per farlo, occorre cambiare nome ed esser più “leggeri”: da qui la scelta di assemblea e Organo di modifiche allo Statuto riducendo la composizione degli organi. In Assemblea al massimo 110 e non meno di 30 componenti, mentre l’Organo passerà da 50 membri a 21 ( 7 nominati da Assemblea e 14 da Enti designanti), e il cda scenderà a 5 componenti dai 9. Infine, la nomina dei consiglieri Claudio Mingozzi e Rita Reali. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google