In migliaia per l’addio ad Adam I funerali diventano festa
FINALe Emilia. Tutto come sarebbe piaciuto a te, Adam. Gli applausi, il rullo dei tamburi a scandire il battito di migliaia di mani e di cuori lì per te. Un muro di gente davanti al sagrato. La gente, quella di Finale, quella dell’Alto Ferrarese, quella venuta dall’estero perché Adam ha lasciato molto a tutti.
Il feretro di Adam Ferlin, morto a 45 anni per un male incurabile, tatuatore e musicista, è stata accolta ieri pomeriggio, a cerimonia finita, come si accoglie quella di una star. Lui che star non era, anche se lo era. Con la forza del “Silenzio” suonato alla tromba da un amico durante la messa. «Ciao, sono il fratello di Adam - ha detto Teo - ho girato l’Italia e l’Europa e mi sono reso conto che Adam aveva messo radici nel cuore della gente, la stessa che è qui per lui. Io sarò suo fratello per sempre, ma lui è anche fratello vostro».
«Io sono il papà - le parole del padre Alfonso - l’anima, il cuore e l’energia del mio ragazzo ci sono stati fino alla fine. Quando si preoccupava più di noi, che per lui. Prendete questa energia e questo amore e fateli vostri».
«Ma quanto sono fortunata ad essere tua sorella? - si è chiesta poi Micòl - Adam ha cercato di far sbocciare i sorrisi a tutti quelli che andavano a trovarlo in ospedale. Era leggero e insieme profondo. Vi chiedo di trasformare tutta la creatività e la magia che ci ha lasciato in qualcosa di meraviglioso».
«La città di Finale è onorata di aver avuto un cittadino come te - il saluto del consigliere comunale Pierpaolo Salino - voi qui, oggi, siete la prova vivente che la creatività e l’energia di Adam sono andate oltre i confini del nostro Comune».
«Poco tempo fa gli avevo scritto che avevo ottenuto un contratto a tempo indeterminato - ha raccontato un’amica - e lui mi ha aspettata in Agorà con un fiore fatto di carta. Perché, mi ha detto, mica potevo accoglierti a mani vuote». Già, l’Agorà. Il pub di via Agnini dove a cerimonia conclusa si sono portati in più di mille per la festa con dj in suo onore. Sembrava davvero di stare al concerto del primo maggio a Roma. C’erano tutti: il titolare del locale Marco Bondanelli, l’amico fraterno Alessandro Alessi, i finalesi doc Fernando Ferioli e Vittorio Ferraresi, gli amici musicisti di Finale e quelli arrivati da Massa, Camposanto e perfino dalla Scozia. —
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