La bocciatura di Ilaria Morghen «Cinquestelle inesistenti»
L’ex capogruppo attacca «La situazione nel territorio è disastrosa, sono state candidate persone senza capacità di rappresentanza»
«Il Movimento 5 Stelle a Ferrara è inesistente. È il deserto nel deserto».
Non poteva essere più diretta e tranciante Ilaria Morghen, all’indomani di un risultato elettorale dei Pentastellati ampiamente al di sotto delle aspettative e che ha scontato, oltre alla fuga di voti verso la Lega in linea con l’andamento nazionale, anche profonde lacerazioni interne che nei mesi scorsi hanno portato alla rottura con l’ex capogruppo in consiglio Ilaria Morghen (già candidata sindaco alle scorse amministrative) e prima ancora all’emigrazione in altri gruppi dei grillini Paolo Pennini e Federico Soffritti. Il primo, già anima del comitato “Mi Rifiuto”, candidato con Ferrara Cambia, il secondo con Fratelli d’Italia.
L’analisi di Morghen sul 7,09% ottenuto dal candidato sindaco Tommaso Mantovani è impietosa: «La situazione dei 5stelle a Ferrara è disastrosa, il territorio è stato abbandonato ed è mancata la volontà di creare un’organizzazione strutturata per gestire in modo ordinato le candidature locali, che sono state determinate con un sistema criticabile, se non esecrabile».
Adottare come principio guida il rispetto delle disposizioni in materia di norme elettorali, prosegue Morghen, ha determinato «la scelta di personalità incapaci di rappresentatività locale; in campagna elettorale è sbucata fuori gente mai vista in cinque anni in cui faccio attivismo, tutto si è svolto nell’improvvisazione più totale, addirittura si sono visti in lista interi nuclei familiari. Credo di avere la titolarità per definire questo stato di cose disastroso, i Cinquestelle sono inesistenti, il Movimento potrà tornare a esistere solo se la dirigenza ci consentirà di creare una struttura organizzativa locale fatta da persone capaci di selezionare rappresentanti ferraresi aderenti al progetto iniziale e che sappiano parlare ai portatori di interessi del territorio».
Ammette la sconfitta, il deputato e sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, ma vede spazi e possibilità di rilancio del Movimento, «già iniziato con le assemblee regionali mirate a un rafforzamento sul territorio. È innegabile che alcuni voti sono andati alla Lega, ma a pesare è stata anche l’astensione che è stata più marcata rispetto alle ultime elezioni. È un momento difficile, ma già altre volte ci avevano dato per finiti, e poi invece siamo tornati a salire, come è successo l’anno scorso. Di certo ci siamo ancora, pronti a impegnarci per portare avanti i nostri valori e le nostre idee, mettendoci la faccia. Così come hanno fatto i candidati di Ferrara, a cui vanno comunque tutti i dovuti ringraziamenti». —
A.M.
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