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La squadra della Lega è già a buon punto E Naomo Lodi punta a sicurezza e periferie

S.C.

Il Carroccio occuperà poltrone consiliari e ruoli-chiave in Municipio Ecco ambizioni e competenze specifiche di eletti sicuri o potenziali  

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lo scenario

Mal che vada ad Alan Fabbri in questo ballottaggio, la Lega “invaderà” il consiglio comunale con almeno 7 eletti dalla propria lista, con possibilità concreta di arrivare a 14 in caso di vittoria senza apparentamenti. In realtà i leghisti si stanno già preparando, e non da domenica, al non semplice compito di prendere in mano la macchina pubblica di Palazzo Municipale a partire appunto dal governo e dalle funzioni deliberative e consiliari. A pilotare questa transizione c’è Nicola Lodi, il segretario comunale che è stato il recordman delle preferenze, agit-prop da strada e allo stesso tempo manovratore della lista leghista, dalla quale è destinata ad uscire la nuova classe dirigente cittadina in caso di vittoria il 9 giugno.

il capo della macchina

Esce da questi schemi, per ora, la prima delle persone che Fabbri sceglierebbe dalla propria manica, di provenienza lombardo-veneta e con esperienza amministrativa. Si tratta di Sandro Mezzatorta, già sindaco leghista della bresciana Chiari, oggi al lavoro al dipartimento di Economia di Unife e redattore del programma della coalizione. La collaborazione con Fabbri non si fermerà a questo passaggio, già delicato di suo perché veniva dopo la rottura con il predecessore Lorenzo Barbieri: probabile un coinvolgimento di Mezzatorta nella squadra di un Fabbri eletto sindaco, più nel ruolo-chiave di capo di gabinetto lasciato già libero da Giovanni Lenzerini, che in giunta.

eletti da scoprire

Tra i consiglieri già sicuri dell’elezione e quelli da confermare il 9 giugno, vi sono alcune figure destinate a svolgere un ruolo importante nel nuovo, eventuale, nucleo di governo leghista. Il secondo degli eletti dopo Lodi è Benito Zocca, leader provinciale del sindacato Ugl, conosciuto in città anche per la gestione della vertenza Carife (è un bancario): non ha mai nascosto le proprie ambizioni e con le 239 preferenze raccolte può candidarsi alla giunta. Per le proprie competenze potranno fornire contributi importanti l’avvocato Ciriaco Minichiello e Paolo Vezzani, noto per aver percorso la Bologna-Monaco in carrozzina e che ha seguito tutti i temi legati alla disabilità, oltre a “presidiare” la zona di Ravalle e Casaglia, terreno di caccia leghista.

C’è in particolare Catia Pignatti, che ha due carte da giocare: è stata la prima a sostenere Lodi nella sua battaglia del Palaspecchi, e conosce a menadito la macchina comunale visto che è stata dirigente della segreteria consiliare, prima di andare in pensione. Sarà una figura-chiave per i primi atti amministrativi del gruppo. A Giovanni Cavicchi, veterano della Lega dai tempi di Bossi, è stato garantito un nuovo mandato in Consiglio comunale anche se difficilmente potrà concorrere per la poltrona di presidente del Consiglio (incarico politico, da giocare sul tavolo delle trattative con la coalizione) o di capogruppo “stabile”, poiché prende piede l’idea della rotazione semestrale, per coinvolgere più consiglieri.

Tra gli eletti c’è Francesca Savini, 43 anni, ferrarese, tra i sempre presenti nel triennio di fuoco di Lodi: è la figlia di Romeo Savini, indimenticato assessore socialista degli anni Novanta. Lorenzo Poltronieri rappresenta invece il Movimento nazionale per la sovranità di Storace.

sicurezza e periferie

Resta da capire cosa farà Lodi, al di là delle voci che di tanto in tanto lo danno candidato in Regione, a ottobre. Lui ieri si è lasciato andare per la prima volta: «Sono nelle mani di Alan, come tutti. L’unica cosa che gli chiederò, dopo aver lavorato a testa bassa anche questi quindici giorni di ballottaggio, è di non rinchiudermi in un ufficio, in caso di vittoria. Mi sono sempre occupato di sicurezza e frazioni, l’altro giorno a Viconovo 40 persone mi hanno chiesto di tornare dopo le elezioni, hanno tanti problemi e l’assessore di prima non l’hanno mai visto. Ecco, mi piacerebbe avere la possibilità d’incidere». Assessore alla sicurezza e al decentramento, a occhio. —

S.C.

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