Tentazione alleanze La calcolatrice sorride a Bova e al terzo polo con obbligo di vincere
La composizione del consiglio dipende anche dagli apparentamenti Il drappello della Fusari può passare da uno a quattro eletti
i numeri
La partita degli apparentamenti in vista del secondo turno incrocia questioni politiche, valutazioni sulla possibilità che un nuovo alleato possa muovere una parte significativa dell’elettorato che lo ha sostenuto al primo turno, conteggi minuziosi sulla ripartizione del premio di maggioranza. Chi tra Alan Fabbri e Aldo Modonesi tra due settimane sarà sindaco, porterà con sé a palazzo municipale una squadra di venti consiglieri, mentre le liste schierate con lo sconfitto dovranno dividere con le altre minoranze dodici seggi. Non è indifferente, tutt’altro: alcune liste rappresenta il discrimine tra la possibilità di entrare a palazzo municipale e la certezza di restarne fuori. Vediamo come e perché.
SENZA ACCORDO
Il termine allargare gli schieramenti scade domenica. Se i due candidati approdati al ballottaggio e le liste che sostenevano chi si è fermato al primo turno non trovassero intese, il quadro è presto fatto. In caso di vittoria del centrodestra, la maggioranza d’aula sarebbe formata da quattordici eletti della Lega, tre di Ferrara Cambia, due di Forza Italia e uno di Fratelli d’Italia. In minoranza ci sarebbe posto per sei consiglieri del Partito Democratico, uno della civica di centrosinistra Gente aModo, per il più votato tra i Cinque Stelle e il più votato di Azione Civica, oltre che per Aldo Modonesi, Roberta Fusari e Tommaso Mantovani. Ma se a spuntarla dovesse essere Modonesi, con lui entrerebbero quindici consiglieri del Pd, tre di Gente aModo, uno di Insieme! e uno di Frazioni, mentre nella minoranza la Lega la farebbe da padrona con sette seggi più quello di Fabbri, un posto a testa per Ferrara Cambia e Forza Italia (Fratelli d’Italia resterebbe fuori), mentre gli altri schieramenti porterebbero solo i candidati sindaco Fusari e Mantovani.
Opzione fusari
Le liste del terzo polo della Fusari potrebbero trovare particolarmente conveniente allearsi con Modonesi. L’eventuale sconfitta lascerebbe immutato il quadro, ma una vittoria garantirebbe, oltre al seggio della Fusari, anche un rappresentante ciascuno per Coalizione civica, Azione Civica e +Europa e la prospettiva di un secondo eletto per Azione Civica se la stessa Fusari fosse chiamata in giunta. Al centrodestra potrebbe non dispiacere: nulla di diverso in caso di vittoria, ma nella sconfitta avrebbe una sorta di consolazione con un seggio in più per Ferrara Civica.
Opzione Bova
Il capitolo alleanze potrebbe ingolosire Alberto Bova che, sotto il 3%, non ha altra possibilità per entrare in consiglio se non passando da un apparentamento. La questione è dibattuta, ma la strada sembra percorribile: in caso di vittoria potrebbe sfruttare il bonus del premio di maggioranza e il lascia passare dell’essere entrato in una coalizione che ha evidentemente superato la soglia di sbarramento. Bova verrebbe eletto sia con Aldo Modonesi che con Alan Fabbri, sempre che scelga il candidato giusto. Nella maggioranza di centrodestra toglierebbe un seggio alla Lega, in quella di centrosinistra ai democratici, anche nel caso di un raggruppamento più ampio, che comprendesse anche le liste della Fusari.
Numeri, calcoli matematici. Poi c’è la politica, e quella è tutt’altra storia. —
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