Bruno e quella lettera andata persa in guerra Due Medaglie d’Onore a internati argentani
Domenica cerimonia per ricordare i ferraresi deportati in Germania Recuperata alla Croce rossa il documento con il suo ultimo indirizzo
le storie
Domenica al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara saranno consegnate cinque Medaglie d’Onore della Presidenza della Repubblica alla memoria di altrettanti ferraresi finiti dai campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Due fra questi sono argentani, Bruno Musacchi e Massimo Savioli per i quali, grazie all’impegno dei ricercatori storici della nostra città, gli eredi hanno potuto avere materiale relativo proprio al periodo del conflitto, in particolare i giorni travagliati e caotici della Liberazione e il ritorno dalla Germania.
senza notizie
Entrando nel particolare, curioso quanto accaduto a Musacchi, contadino nato ad Argenta il 25 marzo del 1916.
Chiamato alle armi nel marzo del 1940, venne inviato in zona a Trieste nel deposito del 25º settore Guardie alla frontiera. Catturato dai tedeschi il 9 settembre ’43, fu deportato in Germania, nello Stalag di Villingen, dove fu adibito a lavori agricoli esterni. Liberato nell’aprile del 1945 poté tornare a casa soltanto nell’agosto dello stesso anno. Ecco, i familiari allora non avevano notizie del loro caro e, come accadeva spesso a quei tempi, si rivolgevano al proprio parroco o alla Croce rossa italiana per avere notizie. Ebbene, grazie al notevole lavoro di digitalizzazione dell’archivio della Cri di Ferrara (uno dei pochi rimasti integri da allora), è stato possibile recuperare l’ultima lettera inviata da Musacchi da Villingen, che la famiglia consegnò appunto alla Croce rossa per mostrare l’ultimo indirizzo a loro noto del loro congiunto. Come detto, Musacchi rientrò quattro mesi dopo la liberazione. Tornato ad Argenta, l’uomo è poi morto il 30 settembre del 1984; domenica ritirerà la Medaglia d’Onore il nipote Andrea.
l’altra medaglia
Savioli era nato ad Alfonsine il 19 aprile del 1914, anch’esso contadino. Richiamato alle armi nel maggio del 1940 con il 6º Artiglieria partì per l’Albania nel luglio del ’40, Aggregato al 13º Reggimento Artiglieria Guardie alla Frontiera fino alla cattura da parte delle truppe tedesche l’8 settembre ’43. Deportato in Germania nello Stalag VD di Strasburgo, poté tornare a casa nel luglio del ’45, morendo il 10 agosto del 2003. Domenica ritirerà la Medaglia d’Onore per conto della figlia lo storico argentano Beniamino Carlotti che in questi anni si è prodigato nella ricerca degli Imi (internati militari italiani) argentani e dei loro discendenti, in collaborazione con l’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra di Ferrara.
Musacchi e Savioli non ebbero riconosciuta la qualifica di prigionieri di guerra, furono trattati come Imi, non protetti o tutelati quindi dalla Convenzione di Ginevra. In tutto gli Imi ferraresi deceduti nei lager nazisti furono 385, 16 dei quali argentani. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
