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Cervia strizza l’occhio al Delta e il Parco ritorna al centro

Katia Romagnoli
Cervia strizza l’occhio al Delta e il Parco ritorna al centro

L’ex presidente eletto sindaco del Comune romagnolo spiega i principali obiettivi «Valorizzazione delle aree ambientali di eccellenza (due pinete) e la salina»

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COMACCHIO. Cervia strizza l’occhio a Comacchio e il futuro del Parco potrebbe avere svolte positive. Il motivo? Massimo Medri, presidente dell’ente per dieci anni (dal 2007 al 2017) è stato eletto sindaco del Comune romagnolo. Due anni fa l’ultima uscita pubblica da presidente del Parco del Delta del Po, e oggi sindaco, per la quarta volta, della sua città, Cervia.

il parco

Tra le priorità in agenda del suo quarto mandato, il neo-eletto primo cittadino cervese ha messo al centro la valorizzazione delle aree ambientali di eccellenza (due pinete) e la salina, temi cari al comprensorio del Parco regionale del Delta del Po e a Comacchio che proprio con il sito gemello di Cervia, ha avviato tre anni fa un percorso di valorizzazione degli antichi mestieri, tra cui quello del salinaro.

«C’è massima sintonia con i sindaci e i territori del Parco – prosegue Medri –, in particolare con Comacchio, con cui ho lavorato a stretto fianco più a lungo e conto di riprendere a breve tutti i contatti operativi, per valorizzare le risorse ambientali del mio territorio, mettendo a valore l’essere parte del parco stesso, partecipando ad un processo di promozione del turismo sostenibile, che passa attraverso il riconoscimento della carta europea del turismo sostenibile».

le strategie

Per fare questo e molto altro, in direzione di strategie promocommerciali condivise sul turismo slow, Cervia necessita di essere integrata nell’area Mab Unesco insieme a Ravenna e per Medri «ora ci sono tutte le condizioni necessarie per chiedere l’allargamento al nostro territorio».

Il neo-eletto sindaco cervese già ai tempi della presidenza dell’ente Parco era convinto assertore dell’importanza di allargare il perimetro della tredicesima riserva della biosfera ai territori a sud di Comacchio (Argenta, Ravenna e Cervia), «ma al momento del riconoscimento, nel giugno del 2015 mancava la documentazione necessaria».

Un altro nodo da sciogliere concerne il completamento del processo di unificazione dei due parchi sospeso dopo le resistenze emerse sulla sponda opposta del Po. «È il caso di riprendere la trattativa per completare un percorso fondamentale». —

Katia Romagnoli

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