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Lavori al centro Zardi A partire da settembre la piscina sarà chiusa

Fabio Terminali
Lavori al centro Zardi A partire da settembre la piscina sarà chiusa

Dopo l’estate inizierà l’attesa riqualificazione dell’impianto Fino a maggio i nuotatori della Delfino ’93 devono emigrare

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È alle viste uno dei lavori pubblici più attesi nel territorio portuense. Si tratta della riqualificazione del centro sportivo Zardi: la piscina comunale realizzata nel 1973 necessita di un intervento in profondità. È l’intera struttura che sarà rivista, specie dal punto di vista dell’efficientamento energetico ma non solo.

Da pochi giorni è ufficiale una data. «L’accantieramento è previsto il 1º settembre – spiega il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Andrea Baraldi –. Dopo un incontro con la Delfino ’93, la società sportiva che gestisce l’impianto, abbiamo deciso di posticipare per consentire la fine delle loro attività dei campi solari. Al bando per la realizzazione dei lavori stiamo riscontrando un buon interesse da parte delle ditte. Dovremmo finire entro maggio 2020».

PRogramma e risorse

Il “cuore” sportivo di Portomaggiore subirà rilevanti cambiamenti. Per prima cosa si rimetterà mano all’impianto termico, vista la necessità di diminuire l’eccessiva dispersione di calore, grazie a un nuovo impianto fotovoltaico. Poi verranno rifatti gli spogliatoi e la reception. Spazio anche a una nuova vasca interna per il fitness e la riabilitazione.

Deve aspettare, invece, la costruzione di una piscina esterna in quanto i finanziamenti arrivati dagli enti superiori (il progetto complessivo vale quasi due milioni di euro, frutto di bandi regionali e statali) non sono sufficienti per includere questo punto nel piano dei lavori.

DISAGI

Ogni cantiere, inevitabilmente, porta con sé una serie di disagi. «Va detto – spiega Baraldi – che pure ad intervento in corso tutta l’area esterna, ovvero i campi polivalenti e da tennis, resteranno disponibili. In via temporanea saranno utilizzati gli spogliatoi della vecchia palestra».

Il discorso è diverso per la piscina: qui l’emergenza si farà sentire perché sarà inevitabile lo spostamento dell’attività natatoria per diversi mesi. «L’importante – sottolinea ancora Baraldi – è che non si disperda quanto fatto dalla Delfino ’93 in tutti questi anni: la società saprà trovare delle alternative». —



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