La Nuova Ferrara

Ferrara

denunciato al pronto soccorso 

«Sono italiano voglio l’esame» Offese e minacce al medico

Daniele Predieri
«Sono italiano voglio l’esame» Offese e minacce al medico

Ferrarese 35enne pretendeva subito la risonanza prenotata per due giorni dopo Fa perdere tempo ai soccorritori impegnati su un caso urgente nella shock room  

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Voleva essere visitato, sottoposto ad una risonanza magnetica per cui aveva già appuntamento due giorni dopo. Lui, ferrarese, 35 anni, accompagnato dalla madre e dalla moglie era arrivato al Pronto soccorso a Cona, sabato pomeriggio, e sul lettino, in attesa dei medici, ha preteso di esser curato, gridando, «perchè io sono un italiano, non un marocchino di m...».

Ti spacco una gamba

Le sue parole erano rivolte alla dottoressa del Pronto soccorso, che impegnata a curare un paziente ben più grave di lui (era nella shock room per un codice rosso, massima gravità) ha dovuto interrompere il suo operato per far fronte alle parolacce dell’uomo: un turpiloquio senza freni, condito da minacce «Come mi tiro in piedi (lui era steso sul lettino, ndr) ti spacco una gamba, ti aspetto fuori», «Se non mi fai la risonanza ti spacco...».

Minacce grevi che diventano gravi, come l’oltraggio a pubblico ufficiale (medico in servizio), con l’aggravante di quella discriminazione razziale, riferita agli stranieri, ritenuti pazienti di serie B, e soprattutto dovrà render conto di interruzione di pubblico servizio: aver fatto perder tempo ai medici creando il caos e distogliendo la dottoressa da un caso ben più grave, per quasi mezzora: e in questo tempo, si salvano vite, non si prendono parolacce. Tutti fatti che traducono il suo comportamento dal codice penale in ipotesi di reato, vergate nella denuncia a suo carico, che lo porteranno dritto dritto in tribunale. Il fatto è accaduto sabato pomeriggio, quando l’uomo è arrivato al Triage del Pronto Soccorso, accompagnato da madre e a moglie, e subito con piglio ed offensivo, costringeva l’infermiera a chiedere l’intervento della dottoressa: sappiamo poi come è andata. Tanto che i poliziotti del Posto di Polizia del Sant’Anna hanno raccolto la sua denuncia e l’hanno inviata alla procura.

Altri testimoni

E non solo: presente al fatto, anche un agente di Polizia penitenziaria che scortava un detenuto all’ospedale per essere curato. E che allibito di fronte al comportamento dell’uomo aveva spiegato che avrebbe fatto una segnalazione all’autorità giudiziaria. Perchè, spiegano gli addetti ai lavori, casi analoghi non debbono più succedere: vanno segnalati e denunciati, come deterrente. Ossia denunciarne uno per educarne tanti. Perchè i medici del Pronto soccorso e gli infermieri sono sempre di più sotto la pressione degli utenti, che li vedono come capri espiatori del malessere che si registra nei Pronto soccorso. Da quanto accertato, l’uomo aveva avuto un codice verde al Triage del pronto soccorso, gli era già stata fissato l’esame della risonanza per il lunedì mattina. Ma voleva anticiparlo (non era possibile, tecnicamente quel giorno). E allora ha fatto modo suo, finendo sotto processo. —



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