Troppe feste rumorose degli studenti in città, scattano multe per schiamazzi e l'arresto
Ormai è una emergenza: tante lamentele e altrettanti interventi delle Volanti e delle pattuglie contro gli schiamazzi durante i ritrovi dei giovani nelle case private che abitano in tutta la città: l'avvertimento, sanzioni da 175 a 300 euro, e anche 3 mesi d'arresto per disturbo quiete pubblica.
FERRARA - È una delle università con il più alto numero di studenti, una popolazione di 20mila giovani. Che creano indotto economico, danno lustro all’università e creano problemi di convivenza con gli inquilini delle case in cui abitano. A tal punto che è diventata quasi una emergenza per i ripetuti interventi di pattuglie di Volante o della Polizia locale. Un problema che spinge la Polizia locale di Ferrara a lanciare un appello, misto ad avvertimento. Per invitare gli studenti che fanno feste e ritrovi nelle case private a rispettare precise regole, altrimenti fioccano multe: da 175 euro per disturbi al vicinato fino 300 euro di multa per i casi più gravi di schiamazzi, che prevedono anche l’arresto fino a tre mesi di carcere.
Perchè feste e ritrovi organizzati da studenti domiciliati o residenti in case private della città sono sempre più «un fenomeno che va pian piano assumendo una consistenza sempre più marcata». Soprattutto spiegano dalla Polizia Locale, se vengono fatte all'interno di condomini abitati da famiglie con bambini e anziani, in orario notturno: e per questo scattano lamentele e richieste di intervento che arrivano dai condomini ai centralini della Polizia per il disturbo alla quiete domestica.
Non a caso in più di una occasione, con l'obiettivo di riportare la tranquillità all'interno delle abitazioni, devono intervenire le forze di Polizia di Stato e Locale.
Da qui i consigli per l’uso: per evitare che il divertimento porti a spiacevoli conseguenze, la Polizia ricorda che i comportamenti che recano disturbo al vicinato sono puniti per il Regolamento comunale di Polizia Urbana con sanzione amministrativa pecuniaria di 175 euro.
Nei casi più gravi, o se il disturbo interessa tanti, scatta la denuncia per l’articolo 659 del Codice Penale (disturbo quiete pubblica) che prevede arresto fino a tre mesi o ammenda penale di 309 euro.
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