Truffa con whatsapp, compra l'auto a 20mila euro e viene "ripulito"
La vittima un uomo di Chioggia, arrestati i truffatori: genero e scuocera di origini napoletane che abitano a Ferrara. Li hanno smascherati carabinieri di Ferrara e Porotto
FERRARA - Ha comprato una Mercedes messa in vendita su Subito.it al prezzo di 18.500 euro, per poi inciampare nella truffa dell’assegno inviato via whatsapp. Un uomo residente a Chioggia è solo l’ultimo di una serie sempre più numerosa di vittime della truffa dell’assegno “social”, una truffa che in questo caso è stata scoperta dai carabinieri del Norm e della stazione di Porotto, con l’arresto di due persone, genero e suocera: lui S. T., trentenne originario di Napoli ma residente a Ferrara, non nuovo a questi episodi; lei R. A. 56 anni, originaria della provincia di Salerno e residente in città.
Entrambi ora devono rispondere di truffa in concorso, come hanno spiegato gli inquirenti che hanano svolto le indagini(capitani Marco Angeli e Antonino Di Noia, luogotenente Gennaro Carrassi, sottotenente Tindaro Caruso,e il luogotenente Luca Giannini).
L’annuncio era stato pubblicato sul sito di vendite online e aveva attirato l’interesse della vittima veneziana.
Che, forse con un certa dose di ingenuità, dopo aver preso contatto con i venditori non ha trovato nulla di sospetto nella richiesta di inviare via whatsapp la foto dell’assegno circolare; foto necessaria, secondo la controparte, a confermare la serietà delle intenzioni dell’acquirente. Nè ha ritenuto strano che la compranvendita fosse posticipata al 30 maggio, a Livorno, per non ben precisati impegni dei proprietari. Così ha fotografato l’assegno e lo ha inviato il 23 maggio.
I problemi sono emersi qualche giorno dopo, quando la vittima ha scoperto che l’assegno era già stato incassato e che la Mercedes in vendita era reale come Mark Caltagirone. I due truffatori infatti avevano fotografato e postato un’auto vista chissà dove, e soprattutto avevano avuto modo di stampare e riprodurre l’assegno così bene da farlo sembrare autentico. E dopo averlo riversato nel loro conto di una filiale Bper di Bologna, hanno cominciato a “mungerlo” con successivi prelievi in varie sedi Bper cittadine.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
