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il caso  

Crisi Mercatone Uno La cordata fornitori chiede al tribunale nuovi commissari

Marcello Pulidori
Crisi Mercatone Uno La cordata fornitori chiede al tribunale nuovi commissari

Ieri al Mise l’ipotesi del salvataggio dei potenziali compratori Aspro scontro politico, Calvano a Salvini: fai solo promesse

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Prima l’ok del tribunale di Bologna (competente per territorio in quanto la sede di Mercatone Uno è a Imola, nel Bolognese) al rinnovo della amministrazione straordinaria, poi la nomina dei nuovi commissari e, solo dopo, le aziende fornitrici di Mercatone Uno valuteranno se ci sono le condizioni per impegnarsi nel tentativo di salvataggio, cioè nella eventuale acquisizione del marchio.

nuovi commissari

Ieri i rappresentanti delle aziende fornitrici hanno chiesto al ministro dello sviluppo di rinnovare i commissari: finché non si sa se arriva l’ok alla nuova amministrazione straordinaria, «la nostra cordata sta in secondo piano», è stato detto dai potenziali acquirenti. Al momento, insomma, per la possibile cordata, mancano le condizioni per valutare i margini di un impegno. Una volta sistemate le due caselle, e il ministero dovrebbe premere per accelerare i tempi, le aziende fornitrici sono disponibili a vedere il piano industriale salva-Mercatone. L’incontro romano al ministero dello sviluppo economico si è chiuso attorno alle 18,30 con, di fatto, una situazione di stallo, in attesa che il tribunale di Bologna sblocchi l’attuale situazione aprendo, appunto, l’amministrazione straordinaria. Senza dimenticare che la “vecchia” proprietà di Mercatone Uno, la Shernon Holding, con sede legale a Milano, è stata dichiarata fallito dal tribunale del capoluogo lombardo.

Le vicende della vertenza Mercatone Uno hanno acceso ulteriormente il dibattito politico. «La politica sia coesa per risolvere una questione così importante». L’appello è del capogruppo della Lega in Regione Emilia-Romagna, Alan Fabbri, candidato sindaco a Ferrara che, il prossimo 9 giugno, sfiderà al ballottaggio il candidato del centro-sinistra Aldo Modonesi. Entrambi, peraltro, hanno partecipato ieri alle 9 al presidio dei lavoratori davanti alla sede di Ferrara del Mercatone. «Siamo vicini – hanno detto sia Fabbri che Modonesi – ai lavoratori del Mercatone Uno». «Non si tratta – hanno detto – di una questione che riguarda solo i lavoratori licenziati, ma è un problema di tutti, perché se un lavoratore può essere licenziato da un giorno all’altro e senza nessun preavviso, è l’intera comunità ad essere coinvolta». Lavoratori messi a casa che sono all’incirca 150: 96 tra Ferrara, Mesola e San Giuseppe di Comacchio, che vanno a sommarsi ai 50 di Occhiobello.

l’attacco di calvano

C’è da registrare l’intervento del segretario regionale del Pd, Paolo Calvano: «Dalla Lega solo promesse. All’atteggiamento irresponsabile di chi aveva rilevato l’azienda, hanno fatto seguito le dichiarazioni del ministro Salvini, che ha annunciato un suo diretto interessamento, senza poi attuare alcuna azione concreta, per aiutare i 1.800 lavoratori».

Infine Federconsumatori ha organizzato per sabato 8 giugno alle 9,30 un incontro alla Polisportiva Doro in via Franceschini. —



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