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La Lega: voto in autunno Il Pd: proroga legittima

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«L’ipotesi di posticipare le elezioni regionali in Emilia-Romagna nel 2020 è semplicemente lunare», attacca Lucia Borgonzoni, sottosegretaria ai beni culturali ed esponente di spicco della Lega in Emilia-Romagna. «Capisco che il trionfo della Lega alle europee preoccupi qualcuno, ma qui sono in ballo i diritti dei cittadini elettori e l’interesse generale ed esclusivo della nostra regione. Inutile arrampicarsi sugli specchi, magari per due o tre stipendi in più. La scadenza naturale è novembre 2019 e in quel mese devono essere celebrate le elezioni per il rinnovo degli organi regionali».

La data delle elezioni regionali in effetti non è ancora stata fissata; secondo la legge, infatti, possono svolgersi fra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020. Ma se la sottosegretaria chiede chiarezza al governatore Stefano Bonaccini, insinuando il dubbio che voglia ritardare per approvare un nuovo bilancio da spendere in vista delle urne, dal Pd arriva un sonoro altolà.

«Evidentemente la Borgonzoni non conosce nemmeno le leggi approvate dal suo governo», accusa Stefano Caliandro richiamando la finestra di voto che va fino ad inizio 2020. «Si tratta dunque di scegliere la data delle elezioni valutando se mandare o meno la Regione in esercizio provvisorio, limitandone cioè la capacità di attività all’ordinaria amministrazione. E questa scelta, sempre per legge, è rimessa all’intesa tra il presidente della Regione e quello della Corte d’Appello: spetterà dunque a loro valutare e decidere». —

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