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Perde l’accompagnamento, ricorre alle vie legali

Davide Bonesi

Berra, invalido 54enne accusa l’Inps: «Il referto dell’ultima visita è uguale a quello dell’anno prima eppure mi hanno tolto un aiuto necessario» 

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il caso

Davide Bonesi

All’improvviso è arrivata a casa sua una di quelle comunicazioni che ti rendono impossibile una vita già di per sé molto difficile. Sfortunato (se è l’aggettivo adatto a questa situazione) protagonista un uomo di 54 anni (compiuti la scorsa settimana), nato a Codigoro ma residente a Berra.

brutta sorpresa

La comunicazione inaspettata è arrivata a casa sua dall’Inps di Ferrara questo mese, la frase “incriminata” era la seguente: “Gentile signore, la informiamo che, nel periodo che va dal 1/4/2019 al 30/4/2019, sono stati pagati 517.84 euro in più sulla sua pensione per i seguenti motivi: indebita percezione dell’indennità di accompagno”. Tradotto in soldoni, il 54enne entro lo scorso 17 maggio doveva restituire tale somma perché la pensione di accompagnamento non gli spettava più.

«Inaccettabile - ci racconta l’uomo –, perché lo scorso marzo (il giorno 25, ndr) ho effettuato la visita annuale di revisione e sono risultato, parole testuali del referto medico, “Portatore di handicap in situazione di gravità”. La diagnosi è disabilità motoria in encefalopatia esotossica, cioé sono invalido con capacità di deambulazione ridotta. Non capisco perché da un anno all’altro sia stato deciso di togliermi l’accompagnamento, somma che mi permette di vivere quantomeno dignitosamente vista la mia pensione a dir poco esigua».

la protesta

Infatti, il 54enne - in carrozzina, abita in una casa dell’Acer - ha una pensione di soli 280 euro al mese, dunque l’accompagnamento era per lui fondamentale nel sostenere le spese di tutti i giorni.

«Ho cercato subito di mettermi in contatto con l’Inps, rivolgendomi prima alla sede di Codigoro per ragioni di comodità, ma non ho trovato modo per protestare».

Nei giorni successivi, però, l’uomo è riuscito a incontrare Massimo Formichella, direttore dell’Inps di Ferrara. «Mi è stato spiegato che può fare nulla su quanto deciso dalla commissione medica, eppure il referto è identico a quello dell’anno prima, quando mi era stato assegnato l’accompagnamento. Non lo accetto, anche se le mie possibilità economiche sono limitate, ho deciso di rivolgermi ad un avvocato. Non è possibile lasciare persone con problemi fisici in tale situazione».

la replica

«Sono dispiaciuto per l’accaduto - spiega lo stesso Formichella -, ma se la commissione medica ha rilevato un evidente miglioramento fisico del soggetto da un anno all’altro, nessuno può cambiare tale decisione».

Il direttore Inps di Ferrara ha accolto dopo pochi giorni l’invalido berrese, per capire se ci fossero margini di intervento, spiegando anche le possibili strade da percorrere di fronte a decisione di questo tipo. «Non lo accetto - ribadisce il 54enne -, perché i referti da un anno all’altro non presentano variazioni tali da giustificare la revoca dell’accompagnamento».

Va detto che nella visita effettuata il 15 marzo 2018 la commissione medica scriveva “Invalido con totale e permanente inabilità lavorativa al 100% e con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani”, più grave di quanto scritto dalla commissione nel referto relativo all’ultima visita. —

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