Piccoli azionisti della Caricento vanno nelle piazze
cento. Non si vogliono rassegnare al crollo delle azioni del 79% di Caricento, l’associazione Piccoli Azionisti Caricento e Confconsumatori Ferrara, «ad azioni che ora valgono tre euro con il cambio fissato a 1,4 con la Popolare di Sondrio e faremo in modo – ha annunciato il presidente dell’Associazione, Marco Mattarelli – che i piccoli azionisti sappiano cosa fare sia riguardo alle azioni sia sulla questione dei diamanti». E preparano a tal proposito il tour “Io non ci sto”, che partirà il 5 giugno alle 18.20 da Casumaro (sala don Alfredo Pizzi), per proseguire il 12 giugno alla stessa ora a XII Morelli (sala parrocchiale), e che si concluderà per ora il 19 giugno alle 18.20 a Renazzo (sala Consulta). «Su queste questioni ci sono punti critici e – ha detto Mattarelli – c’è molto malcontento nei nostri soci e sentiamo il dovere morale di tutelare attivamente i piccoli azionisti così come ci impone il nostro Statuto». Fra gli obiettivi del tour, oltre a informare, c’è soprattutto il raggiungimento dell’azione sociale di responsabilità «che abbiamo chiesto in assemblea ma che non abbiamo ottenuto – ha spiegato Mattarelli – perché il notaio aveva detto che si poteva fare ma il presidente non ha messo ai voti l’azione ma solo la possibilità di presentarla». Non avendo raggiunto quindi il quorum in Assemblea, ha continuato il presidente provinciale di Confconsumatori Antonio Frascerra, «l’associazione Piccoli Azionisti Caricento proporrà durante il tour l’adesione all’azione di responsabilità sociale, andiamo a “cercare” in questo contesto – ha sottolineato – quel quorum previsto per legge che corrisponde al 2,5% del capitale, e ci spinge a questo l’insoddisfazione che si respira nel territorio di Cento». Altro disappunto riguarda la mancata attivazione del fondo di acquisto che non ha permesso ai piccoli azionisti di rivendere i titoli alla banca «e che, secondo il presidente Roncarati, la Banca d’Italia non autorizza – ha detto Mattarelli – ma non è vero perché a Ravenna è stato autorizzato».
E i soci lamentano infatti, ha riportato Frascerra, «che negli ultimi anni non sono riusciti a compravendere le azioni, e che il motivo sia perché allocate in modo illegittimo o perché c’è stata impossibilità di spossessarsi delle azioni, ci sono comunque danni per i quali chiederemo il risarcimento». I piccoli azionisti sono ormai totalmente scollati dalla banca, sostiene l’associazione, e hanno il diritto di sapere cosa fare, e «il nostro compito – ha sottolineato Frascerra – è dare futuro e speranza a questi soci». —
Giovanna Corrieri
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google