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Il sogno a tre di Modonesi «Contro odio e incapacità Alleanza che può farcela»

Il sogno a tre di Modonesi «Contro odio e incapacità Alleanza che può farcela»

Il comizio sul patto con Bova e Fusari L’attacco a Fabbri: alunno impreparato

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FERRARA. «Partiamo in svantaggio ma con un risultato che non è scontato», scandisce dal palco Aldo Modonesi. L’impresa si annuncia durissima, quasi disperata: recuperare 12mila voti allo sfidante Alan Fabbri, che ha sfiorato domenica scorsa la conquista di Palazzo municipale al primo turno.

Ieri di fronte a 350-400 persone, in piazza Trento Trieste, il candidato del centrosinistra ha presentato gli apparentamenti che hanno rafforzato, almeno sulla carta, la sua base: con la lista di Alberto Bova, Italia in Comune, e con chi ha sostenuto al primo turno Roberta Fusari: Azione Civica, Coalizione civica e +Europa. Braccia al cielo per i tre alleati a fine comizio, cinquanta minuti nei quali Modonesi, Fusari e Bova hanno fatto leva sulla fiducia da riportare a un progetto di governo che affonda le radici nel passato (la città d’arte e cultura, il recupero dell’ex Palaspecchi, le infrastrutture realizzate) ma annuncia anche una volontà di cambiamento, soprattutto «per ridurre la distanza fra centro e periferia» e riconquistare il consenso, ha sottolineato Modonesi, «nelle frazioni deluse da ciò che abbiamo fatto».

Una prospettiva che non rinnega le radici di sinistra: la solidarietà, il soccorso «ai più deboli», i servizi per l’infanzia da sostenere con l’apertura di altri asili. La leva sulla paura del salto nel buio, dell’immersione nel flusso «dell’onda populista», dell’adesione agli «slogan vuoti» di Salvini e del sì di pancia dato alle «sparate di Naomo» ha marcato gli interventi dei tre oratori. «L’alunno impreparato» che alza la bandiera della sicurezza, cioè Alan Fabbri nelle parole di Modonesi, «mentre Salvini promette agenti che arriveranno sempre l’anno dopo», ha fatto capolino anche nell’intervento di Bova. Il leader di “Ferrara Concreta” stronca un’ ideologia che semina «odio», rappresentata dal crocifisso sventolato da Salvini «mentre la gente muore in mezzo al mare». Più che «cacciarli dopo non dobbiamo farli venire», ha sentenziato tra gli applausi. E ha battuto sugli sgravi per le piccole imprese, sugli asili da potenziare con l’aiuto dei privati e sullo sport.

Roberta Fusari, la gamba forte dell’alleanza col Pd, ha sollevato il tema dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, delle infrastrutture dell’acqua. Ieri Modonesi ha incassato l’appoggio formale di + Europa e del Gruppo Antidiscriminazione. —

Gioele Caccia

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