Spal, la sicurezza in serie A costa mezzo milione di euro
È la spesa in ordine pubblico per 3.872 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri Il questore: controlli e Daspo necessari per non lasciare la città alla mercè di pochi
Per 18 domeniche, quelle giocate in casa dalla Spal, la macchina dell’ordine pubblico ha garantito sicurezza alla città, ai residenti e ai tifosi, con 8.000 addetti: l’ha fatto spendendo tanto, soldi pubblici, per pagare 3.872 agenti (tra Polizia, Carabinieri, Finanza, Municipale, Penitenziari e rinforzi esterni) mentre la società Spal, il privato di turno, ha impiegato 4.128 steward per assicurare lo svolgimento tranquillo delle partite.
La serie A costa
La serie A costa, non solo dal punto di vista calcistico, perché aritmetica e conti alla mano, la spesa pubblica (di tutti i ferraresi) si aggira oltre i 500mila euro (calcolo in difetto, senza spese di trasporto, mezzi e organizzative) mentre la Spal per i propri addetti ne ha sborsati 250mila. Dati resi noti ieri in questura (spese e cifre elaborate dalla Nuova con fonti sindacali e dirigenti) per tracciare il bilancio di un anno di Spal, e ribadire, come fa il questore Giancarlo Pallini che «il nostro auspicio è quello di poter impiegare sempre meno addetti dell’ordine pubblico (la macchina viene coordinata dalla questura, ndr) fin dalla prossima stagione, affinché andare allo stadio sia uno spettacolo e una festa dello sport». Auspicio per il futuro, che si scontra con realtà, di altri numeri: quelli dei provvedimenti contro poche decine di tifosi, di Spal e società di serie A: i Daspo (divieti del questore contro chi dentro e fuori dallo stadio crea problemi) sono stati 26 per la questura di Ferrara (4 a spallini, 22 di altre tifoserie) e altri 40 Daspo emessi da altre questure a carico di spallini (32 da Belluno per i tafferugli di pre-campionato, 7 da Bologna, altri problemi in area di servizio Bentivoglio e 1 a Cagliari). E non si fermano qui: si indaga ancora sui fumogeni (belli ma vietati) di Spal-Milan e tanti altri fatti, spiega la dirigente Digos, Teresa Mancinelli. «Non si vuole reprimere nessun entusiasmo sportivo - sottolinea il questore Pallini - ma i servizi di ordine pubblico sono necessari e i provvedimenti vengono adottati per non tollerare eccessi che no si conciliano con il calcio».
Prevenire è meglio
Un bilancio tracciato sull’ordine pubblico assieme ai dirigenti di Digos, Gabinetto(regia dell’ordine pubblico) e Scientifica che, analizza il questore, «ci porta a dire alla città che è meglio sopportare attività di prevenzione che mettiamo in atto (ricorda l’elicottero per Spal-Bologna che aveva terrorizzato mezza città, ndr) con il minimo impatto, piuttosto che lasciare la città alla mercè di piccole frange di tifosi».
È un altro prezzo da pagare, perché portare 18mila persone allo stadio e garantire sicurezza e incolumità, significa imporre controlli, divieti, regole da rispettare. «Nel corso dell’anno non abbiamo avuto problemi e dobbiamo ringraziare tutti i tifosi, la società Spal e le altre forze dell’ordine per il lavoro svolto». Soprattutto i residenti attorno allo stadio: «Avevamo avuto incontri, attenuando l’impatto delle domeniche blindate e non abbiamo avuto problemi». —
Daniele Predieri
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