La Nuova Ferrara

Ferrara

bilancio di un anno di controlli  

Spal, la sicurezza in serie A costa mezzo milione di euro

Daniele Predieri
Spal, la sicurezza in serie A costa mezzo milione di euro

È la spesa in ordine pubblico per 3.872 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri Il questore: controlli e Daspo necessari per non lasciare la città alla mercè di pochi

3 MINUTI DI LETTURA





Per 18 domeniche, quelle giocate in casa dalla Spal, la macchina dell’ordine pubblico ha garantito sicurezza alla città, ai residenti e ai tifosi, con 8.000 addetti: l’ha fatto spendendo tanto, soldi pubblici, per pagare 3.872 agenti (tra Polizia, Carabinieri, Finanza, Municipale, Penitenziari e rinforzi esterni) mentre la società Spal, il privato di turno, ha impiegato 4.128 steward per assicurare lo svolgimento tranquillo delle partite.

La serie A costa

La serie A costa, non solo dal punto di vista calcistico, perché aritmetica e conti alla mano, la spesa pubblica (di tutti i ferraresi) si aggira oltre i 500mila euro (calcolo in difetto, senza spese di trasporto, mezzi e organizzative) mentre la Spal per i propri addetti ne ha sborsati 250mila. Dati resi noti ieri in questura (spese e cifre elaborate dalla Nuova con fonti sindacali e dirigenti) per tracciare il bilancio di un anno di Spal, e ribadire, come fa il questore Giancarlo Pallini che «il nostro auspicio è quello di poter impiegare sempre meno addetti dell’ordine pubblico (la macchina viene coordinata dalla questura, ndr) fin dalla prossima stagione, affinché andare allo stadio sia uno spettacolo e una festa dello sport». Auspicio per il futuro, che si scontra con realtà, di altri numeri: quelli dei provvedimenti contro poche decine di tifosi, di Spal e società di serie A: i Daspo (divieti del questore contro chi dentro e fuori dallo stadio crea problemi) sono stati 26 per la questura di Ferrara (4 a spallini, 22 di altre tifoserie) e altri 40 Daspo emessi da altre questure a carico di spallini (32 da Belluno per i tafferugli di pre-campionato, 7 da Bologna, altri problemi in area di servizio Bentivoglio e 1 a Cagliari). E non si fermano qui: si indaga ancora sui fumogeni (belli ma vietati) di Spal-Milan e tanti altri fatti, spiega la dirigente Digos, Teresa Mancinelli. «Non si vuole reprimere nessun entusiasmo sportivo - sottolinea il questore Pallini - ma i servizi di ordine pubblico sono necessari e i provvedimenti vengono adottati per non tollerare eccessi che no si conciliano con il calcio».

Prevenire è meglio

Un bilancio tracciato sull’ordine pubblico assieme ai dirigenti di Digos, Gabinetto(regia dell’ordine pubblico) e Scientifica che, analizza il questore, «ci porta a dire alla città che è meglio sopportare attività di prevenzione che mettiamo in atto (ricorda l’elicottero per Spal-Bologna che aveva terrorizzato mezza città, ndr) con il minimo impatto, piuttosto che lasciare la città alla mercè di piccole frange di tifosi».

È un altro prezzo da pagare, perché portare 18mila persone allo stadio e garantire sicurezza e incolumità, significa imporre controlli, divieti, regole da rispettare. «Nel corso dell’anno non abbiamo avuto problemi e dobbiamo ringraziare tutti i tifosi, la società Spal e le altre forze dell’ordine per il lavoro svolto». Soprattutto i residenti attorno allo stadio: «Avevamo avuto incontri, attenuando l’impatto delle domeniche blindate e non abbiamo avuto problemi». —

Daniele Predieri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google