Manufactory Project Il Festival di arte urbana saprà sorprendere
COMACCHIO. La seconda edizione del festival di arte urbana, Manufactory Project, si arricchisce giorno dopo giorno di nuovi dettagli e si preannunciano tante le sorprese in arrivo per la rassegna, promossa dal Comune con la collaborazione dello street artist Riccardo Buonafede.
Dal 14 al 16 giugno sarà dipinta la porzione restante dello stadio Raibosola, che già lo scorso anno ha visto all’opera una ventina di giovani artisti, capitanati dal belga Dzia. Una delle novità di questa seconda edizione di Manufactory Project è costituita dal carattere itinerante del progetto, perché altri muri del territorio, oltre alla facciata dello stadio, si trasformeranno in tele a cielo aperto da dipingere.
La fab lab Spazio Marconi anche quest’anno coordina l’evento e per l’occasione ha agganciato una nuova collaborazione, quella con il giovane cappellaio di Codigoro, Roberto Lucchi. Pure l’artigiano 24enne ha parecchie idee per la testa, da realizzare in occasione di Manufactory Project. Accanto ad un gruppo di giovani street artist invitati dall’organizzazione, diretta da Antonino Perrotta, un secondo gruppo è stato selezionato attraverso una open call lanciata sul sito della rassegna. Se nella passata edizione il tema assegnato agli artisti era il mare, quest’anno sarà invece “il ponte”, inteso chiaramente anche in senso metaforico. Comacchio è una città lagunare di ponti, dalla quale partirà un nuovo messaggio improntato ai ponti culturali che possono instaurarsi anche grazie ad un linguaggio universale quale è l’arte. Nell’intento degli organizzatori c’è anche la volontà di allacciare un ponte con il festival Osa di Diamante (Cosenza), organizzato dallo stesso Antonino Perrotta. —
K.R.
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