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cronaca

Il circolo Bellocchio si appella al Parco «Dateci i permessi»

Da 26 anni la lotta per avere una struttura amovibile «Facciamo vela, abbiamo bisogno di poter dare servizi»


03 giugno 2019 Annarita Bova




Il circolo sportivo Le Vele di Bellocchio è nato nel 1993 una zona naturale all’estremo sud degli stabilimenti balneari di Lido di Spina, a ridosso della riserva naturale denominata Vene di Bellocchio. Quest’ultimo è un sito ad elevata diversità ambientale: un sistema di dune sabbiose attive, la fascia marina antistante, una grande sacca salmastra, la foce del fiume Reno, zone umide d’acqua dolce e salmastra. Un piccolo paradiso che se da una parte rende unico il luogo, dall’altra crea non pochi problemi ai soci del circolo che naturalmente devono rispettare una serie di vincoli rigidissimi dettati dal Parco del Delta.

il problema

Dopo 26 anni il circolo avrebbe bisogno in qualche modo di “sistemarsi” creando zone d’ombreggio e qualche servizio per coloro, soprattutto bambini, che lo frequentano durante i corsi. Da sottolineare che Le Vele di Bellocchio è già tra due stabilimenti balneari, sulla spiaggia di Lido Spina dove chiunque può andare a fare il bagno. «Il Comune ci ha autorizzati a creare il circolo e ci ha dato in concessione l’area ma non riusciamo a capire perché non possiamo avere la possibilità di offrire almeno i servizi minimi ai nostri soci, così come sarebbe dovuto essere - spiega il presidente Leonardo Varotto -. Certamente ogni tipo di intervento che andremo a fare rispetterà in tutto e per tutto questo luogo. Solo non riusciamo a capire dove sia l’intoppo, il perché proprio qui non è possibile montare strutture amovibili per la stagione e poi smantellare tutto, visto che abbiamo decine di barche e soci che arrivano da ogni parte».

la proposta

Nessuna polemica da parte dei soci, ma solo «la possibilità di creare qualcosa in più su questo territorio - va avanti Varotto -. Giovedì abbiamo un incontro con il Parco, che recentemente ha bocciato il nostro progetto. Vorremo capire che strada prendere, che tipo di interventi poter fare in questa zona. Se ci sono piante o arbusti da proteggere lo faremo, come siamo anche disposti a pagare il servizio di salvataggio sulla spiaggia libera, rendendola certamente più sicura e tutto quello che richiede il sito a livello di manutenzione».

Insomma, il Circolo c’è ed è l’unico in zona, «la speranza è di poter avere almeno la corrente e dare qualche servizio in più». —



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