In festa con la Repubblica nel segno della democrazia
Ieri Tagliani ha lanciato il suo ultimo monito da sindaco: fatti e non promesse L’appello del prefetto Campanaro ai giovani: leggete la Costituzione e custoditela
Tra tricolori, applausi, brani eseguiti dalla Fanfara a cavallo della Polizia di Stato e l’ultimo intervento pubblico del sindaco Tiziano Tagliani, è stato celebrato il 73° anniversario della proclamazione della Repubblica italiana, ieri in piazza Trento Trieste. Sulle note dell'Inno di Mameli la bandiera italiana è stata issata al pennone sul sagrato del Duomo e poi, in onore ai caduti, il prefetto Michele Campanaro ha deposto una corona d'alloro nel sacrario della Torre della Vittoria, che è stata completamente avvolta dal gigantesco tricolore calato giù dai vigili del Fuoco.
Ai «cari Prefetti» era rivolto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella letto da Campanaro, «a quegli attori cioè di coesione sociale e istituzionale» cui spetta il compito di combattere i fenomeni di mafia e corruzione, e a cui è affidata «la testimonianza viva e praticata dei valori di libertà, democrazia e uguaglianza posti alla base della nostra Costituzione».
Gli interventi
Nel suo intervento poi il prefetto Campanaro si è detto onorato di svolgere la propria funzione «in queste terre generose e martoriate che molto hanno sofferto negli aspri combattimenti contro l'oppressione nazi-fascista». Ha rievocato la realtà ferrarese alla fine del secondo conflitto mondiale, con «migliaia di ettari di terre sommerse a causa dei danni provocati agli impianti idrovori, con i ponti crollati sul Po e le principali industrie distrutte», e ha ricordato come pur in mezzo a quelle macerie Ferrara sia rinata con un processo di modernizzazione del mondo agricolo e con l'insediarsi, nella zona industriale, della Montecatini. «Ai giovani – ha concluso Campanaro – chiedo di approfondire la conoscenza della nostra Costituzione, di leggerla e custodirla». È invece cominciato con un «grazie», ad autorità e ferraresi, l'ultimo intervento in piazza, («per il quale qualcuno tirerà un sospiro di sollievo e io tra loro»), del sindaco Tagliani.
A chi verrà il primo cittadino ha deciso di lasciare qualche consiglio: «Chi è chiamato a servire il bene comune lo deve fare con attenzione e prudenza – ha detto Tagliani – con la sensibilità che esige lo sguardo di quel cittadino che incontrando il sindaco chiederà a chi governa quello che chi governa difficilmente potrà dargli subito, ovvero casa, lavoro, reddito e permessi».
Sconsiglia proclami: «Meglio essere onesti e parchi nel promettere» e aggiunge che «bisogna lavorare sodo, scegliersi collaboratori preparati e allontanare la tentazione del facile consenso». Ricorda infine che «da queste parti non si ha paura della piazza, non temiamo di perdere la nostra identità, chi abita nella pianura è da secoli avvezzo a partenze e ritorni».
Stand e premiazioni
Al termine delle celebrazioni, sul Listone, agli stand espositivi di Polizia Locale, Aeronautica Militare, Guardia Costiera, Esercito, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato e, al Ridotto del Teatro Comunale, cerimonia di consegna delle medaglie IMI a Bruno Musacchi, Massimo Savioli, Natale Pasti, Giuseppe Pelizzola e Mario Orlandini, e delle onorificenze O.m.r.i. a Michelina Grillo, Mario Polito, Giovanni Bonfante, Andrea Coppi, Matteo La Torre, Antonino Lembo, Alberto Marastoni, Franco Moretti e Alberto Parisio. —
Giovanna Corrieri
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