San Luca trionfa dopo ventotto anni “Bighino” supera anche la tensione
Partenza buona dopo un’ora e mezza di dispetti, schermaglie e ammonizioni. San Giovanni e San Benedetto al fotofinish
Il Palio 2019 è di San Luca e la vittoria di Walter Pusceddu “Bighino” sull’esordiente Calliope da Clodia ha scatenato l’entusiasmo davvero forsennato della curva rossoverde, che non vinceva dal lontano 1991, in una tempesta emotiva rafforzata dalla tensione di una gara combattuta come poche e dagli scontri verbali con i rivali di San Giacomo. Alla fine tutto si è sciolto nella dedica di Bighino a Mary, una contradaiola da poco scomparsa. Ma per arrivare a questo esito si è dovuti passare per una mossa infinita, sei false partenze e diverse ammonizioni, con il mossiere Gennaro Milone che ci ha messo quasi un’ora e mezza per convalidare una partenza.
Il doppio sgancio
Si temeva in effetti una mossa molto complicata, e il sorteggio, ponendo alla corda San Luca e al quinto posto l’arcirivale Enrico Bruschelli “Bellocchio” su Stalinek, non ha aiutato. Il fantino gialloblù ha marcato stretto “Bighino” per tutte le fasi della mossa, scompaginando lo schieramento, assieme Sebastiano Murtas che teneva costantemente di schiena la sua Preziosa Penelope, per il rischio d’innervosirla alla vista del canapo, e ai bisticci tra Andrea Coghe (S.Maria in Vado) e Alessio Migheli (San Giovanni), dei quali ha fatto lespese il cavallo rossoblu. C’è stato pure uno stop medico per un taglio alla narice di Preziosa Penelope, che si è comunque ripresentata al via.
A provocare la maggior parte delle “false”, tuttavia, è stato l’inedito meccanismo del doppio sgancio del canapo, che nel passaggio sulla staccionata interna era tenuto alto da un fermo privo di uncino: una leggera pressione era sufficiente a farlo cadere, evitando problemi ai cavalli ma rendendo la vita ancor più complicata a Milone. Alla fine erano perfino terminati i mortaretti, così che gli ultimi stop sono stati solo verbali.
gara appassionante
La gara è comunque partita, ben oltre le 20.30, quando San Paolo è finalmente riuscito ad entrare di rincorsa, e si è rivelata ad alta tensione, con diversi cambi di posizione come non sempre succede in piazza Ariostea. “Bighino” ha sfruttato la corda ma è stato subito insidiato da Alessio Giannetti (San Benedetto) su una Violenta da Clodia che era sembrata in gran forma sin dalla sgambata, da Michel Putzu (Santo Spirito) su Tiepolo e dal favorito Andrea Coghe (Santa Maria in Vado) su Bomario da Clodia. La tensione è salita alle stelle quando è rinvenuto lo stesso “Bellocchio”, che al terzo giro ha però pagato lo sforzo, lasciando il passo a San Luca, che ha preceduto San Giovanni e San Benedetto quasi appaiati.
«Avevo tutti addosso ma quando monti cavalli buoni è più facile» ha detto alla fine Pusceddu, con dedica a Maria Bertacchini. —
Stefano Ciervo
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