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ARGENTA  

La solidarietà non si ferma Una raccolta fondi per i bambini di Chernobyl

G. C.

Nel prossimo fine settimana  la fondazione Aiutiamoli a vivere organizza una festa Il volontario: «L’accoglienza di questi minori è basilare» 

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ARGENTA. «Soltanto partendo da una rinnovata capacità di emozionarci troveremo la spinta». È un appello diretto, senza fronzoli, quello che Marco Checcoli, presidente della fondazione Aiutiamoli a vivere, lancia alle famiglie in occasione della festa “Bambini nel mondo”, una lodevole iniziativa organizzata al campo sportivo Palmanova di Argenta.

Infatti, durante il prossimo fine settimana, ovvero da venerdì 7 a domenica 9 giugno, grazie ai volontari della stessa fondazione, di quelli della polisportiva “Gioco e vita”, col patrocinio del Comune di Argenta e della Pro Loco, l’area si vestirà a festa con varie iniziative ludiche, sportive e culinarie, il tutto per raccogliere fondi per aiutare i bambini della Bielorussia.

«Sono i bambini – scrive Checcoli – i destinatari del nostro essere volontari. Possiamo organizzarci sempre meglio, darci obiettivi sempre più grandi, mettere in campo iniziative idee e strategie sempre più coinvolgenti, ma se ci dimentichiamo della bellezza e della forza della spontaneità che rende possibile ai bambini di trovare “tutto nel nulla”, i nostri sforzi avranno poco valore».

L’ESPLOSIONE E I DANNI

Sulle conseguenze arrecate dall’esplosione del 28 aprile 1986 della centrale nucleare di Chernobyl, nell’ex Unione Sovietica, ormai si è detto di tutto. L’argentano Lino Dal Monte che da anni dedica il suo tempo alle conseguenze arrecate dalla radioattività sui bambini, ha prodotto un focus su quanto ancora oggi non funziona in Bielorussia: «Una società strutturata in un dirigismo centralizzato – scrive – che crea un sovvertimento nei rapporti sociale ed economici che si traducono in un ulteriore sfasamento del vivere e dell’essere tra la campagna e la città, tra coloro che hanno un salario certo e chi vive di lavoro saltuario e precario».

Dal Monte, comunque, invita le famiglie alla vicinanza, alla solidarietà all’amore. «L’accoglienza di queste anime sole – aggiunge –, farà comprendere i sentimenti del vivere insieme, la bellezza del non sentirsi soli, abbandonati, inutili. L’accoglienza – conclude Dal Monte – all’interno della famiglia, della comunità, questi minori che senza alcuna colpa non possono vivere la loro fanciullezza, è il segnale per uscire dalle nostre pigrizie culturali e sociali e non dare corpo all’alibi di un destino precostituito diverso ed ineludibile per ciascun individuo».

L’accoglienza dei bambini ad Argenta e Alfonsine è, infatti, lo scopo primario di questa associazione. Bimbi che soffrono di malattie come la fibrosi cistica, che nel loro paese vengono scarsamente affrontate. Un periodo terapeutico in Italia è davvero importante per loro. —

G. C.



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