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Gavello dopo la materna rischia di perdere anche la squadra di calcio «Servono forze fresche»

Gavello dopo la materna rischia di perdere anche la squadra di calcio «Servono forze fresche»

Mancano volontari e la società granata è a un passo dallo scioglimento Situazione da risolvere entro fine mese. In vista incontro con il Comune 

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il caso

Un’altra stella, nella storia del panorama calcistico provinciale, potrebbe spegnersi. Si tratta della Gavellese: un club fondato nel 1945 e affiliato alla Figc dal 1963. Anni di gloria, di sacrifici, di trionfi, che però sembrano giunti alla conclusione. E per la comunità gavellese, che solo pochi giorni fa ha avuto la notizia della chiusura della scuola materna paritaria, sarebbe un altro grave colpo. Così lunedì sera si è svolto alla Casa del Popolo del paese un incontro per cercare di scorgere uno spiraglio tra le difficoltà emerse.

MANCANO DIRIGENTI

«Il consiglio attuale, formato da sette membri, rimane in carica fino al 30 giugno – dice il presidente Dante Trevisani, accompagnato dal vicepresidente e dal segretario –. Il consiglio che si presenta dimissionario non ha più i numeri sufficienti per andare avanti: ci sono un paio di defezioni che non ci consentono di proseguire».

D’altra parte, nell’organizzazione delle partite servono almeno sei-sette volontari attivi, tra addetto all’arbitro, alla forza pubblica, al botteghino, per fare alcuni esempi. Pesa anche la situazione economica, visto che uno degli sponsor pare intenzionato a non dare la propria disponibilità e questo determinerà di fatto un dimezzamento del budget, con conseguenti difficoltà anche nella creazione della squadra e nel sostentamento delle spese per la prossima annata calcistica.

«Anche perché – è il pensiero di Trevisani – in un girone come quello ferrarese, in cui siamo stati inseriti lo scorso anno, abbiamo percorso fino a duemila chilometri per le trasferte, includendo spostamenti verso Vaccolino o Goro. Per rispetto dei giocatori, è stato doveroso occuparci delle trasferte, facendo anche quattro o cinque macchine, la domenica».

IL REBUS

Siamo qui «per avere alcune idee da parte vostra – dice Trevisani ai presenti – per capire se e come andare avanti, altrimenti (a malincuore) si chiude. Dispiace, perché in un mese, in un paese piccolo come il nostro, chiuderebbero sia l’asilo sia la squadra di calcio».

Asilo paritario che, tra cene e iniziative benefiche, la stessa Gavellese Calcio ha contribuito a sostenere finanziariamente. Tra il pubblico, ci sono anche i ragazzi della contrada del Palio, alcuni giocatori ed ex consiglieri, succedutisi negli anni nella società granata. Qualcuno domanda se sia stato coinvolto il Comune: «Sarà un passo successivo – dice il consiglio della Gavellese – ma dobbiamo prima capire se ci sono le forze per andare avanti in paese».

Le forze attuali sono quelle che da anni si sono sobbarcate l’impegno che dura undici mesi a stagione (senza molti ricambi) da oltre trent’anni. Lo stesso Dante Trevisani iniziò a Gavello a 16 anni, come giocatore, ed oggi a 54 anni è presidente della società. La Gavellese si prenderà il tempo necessario per arrivare a una decisione definitiva, dopo il confronto con il Comune, ma in assenza di un ricambio generazionale e di risorse fresche, probabilmente, la storia del club potrebbe concludersi con la fine di giugno. Quando andrà a scadenza il direttivo. —

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