L’omicidio Branchi in consiglio «Basta fango sui cittadini»
Il documento è stato redatto e sottoscritto da maggioranza e opposizione Il sindaco: «Siamo stanchi, prenderemo provvedimenti contro chi denigra»
«Goro dice basta». Un punto molto particolare è stato inserito nell’ordine del giorno del consiglio comunale di questa sera: “Approvazione del documento relativo all’omicidio di Willy Branchi”: qualcuno ha deciso di rompere il muro del silenzio? «No - dice fermo il sindaco Diego Viviani -, tutto quello che sappiamo lo abbiamo detto, siamo stanchi di stare sempre sotto i riflettori e di subire accuse pesanti e completamente gratuite».
il documento
Quale il contenuto del documento? Goro è pronta a prendere provvedimenti contro chiunque «continui a gettare fango sui cittadini dicendo che tutti sappiamo, che siamo omertosi e mafiosi - va avanti Viviani -. Basta con le telecamere puntate giorno e notte solo per fare notizia. Basta appostamenti e interviste create ad hoc per farci passare come quelli che non siamo».
Il documento è stato preparato di consiglieri di maggioranza e di opposizione, «per una volta insieme per cercare di uscire da questa situazione che sta diventano deleteria per il nostro pese, fatto di persone oneste che lavorano come dei muli e fanno mille sacrifici».
Ma qual è la verità sul caso Branchi? Perché se a Goro tutti sanno, come si continua a dire, nessuno ha mai parlato? Willy Branchi è stato ucciso nel 1988 con un colpo alla testa. L’inchiesta è stata riaperta dopo anni per volere della famiglia e al momento ci sono degli indagati. La giustizia sta facendo dunque il suo percorso, molto difficile a causa, secondo gli inquirenti, dell’assoluta reticenza a parlare.
La verità
Perché chi sa non ha mai parlato? «Ecco, non è vero e ci tengo a dirlo a chiare lettere - fa presente Viviani -. Per tutti noi fino al 2014, quando il caso è stato riaperto, ad uccidere Willy era stato Valeriano Forzati, scagionato poi solo per mancanza di prove e non perché considerato innocente. Poi il caso è stato riaperto e anche noi abbiamo iniziato a conoscere la vicenda dai giornali».
Insomma, quello che chiedono gli amministratori, tutti insieme, è di non fare di tutta l’erba un fascio: a Goro c’è chi sa ed ha sempre saputo e sono a quanto pare le persone ora indagate. «Ma non si può generalizzare, non si può gettare fango su tutti... La maggior parte dei cittadini davvero non è a conoscenza di quello che è accaduto».
Non solo, qualcuno che quella notte ha partecipato all’omicidio è anche morto e al momento figli e nipoti, che nulla hanno a che vedere con questa vicenda, vorrebbero non essere tirati in ballo. «Questa sera approveremo un documento importante. Noi per la famiglia Branchi ci siamo, ma diciamo basta a questo linciaggio mediatico». —
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