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l’inchiesta 

La segretaria firma ricette Sospeso il medico ma Vigarano lo difende

Giuliano Barbieri

La commissione sanitaria regionale ferma il dottor Piganti Il paese si mobilita: già raccolte duemila firme per sostenere il ricorso contro lo stop

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VIGARANO MAINARDA. Sono quasi duemila le firme raccolte in paese a sostegno del ricorso presentato dal dottor Enrico Piganti, medico di famiglia, sospeso dall’attività dalla commissione regionale per la sanità. La sospensione è arrivata dopo gli accertamenti seguiti a un servizio mandato in onda il 20 dicembre scorso dalla trasmissione Striscia la Notizia: la moglie del medico non si sarebbe limitata all'attività di segretaria dello studio del marito, ma avrebbe rilasciato ricette e fatto vaccinazioni.

L’INCHIESTA

La direzione dell'Asl ha subito avviato gli atti istruttori necessari e nell'ambulatorio del medico sono intervenuti anche i carabinieri dei Nas che, dopo gli accertamenti del caso hanno deferito i due coniugi alla procura della Repubblica presso il tribunale di Ferrara. Di conseguenza si è arrivati alla decisione della commissione regionale per la sanità che ha sospeso il medico che però, pur prendendo atto della decisione, ha fatto subito ricorso.

La notizia ha fatto scattare una mobilitazione in paese, con una petizione che in pochi giorni ha raccolto quasi 2.000 firme. Anche sul web è stata creata una pagina che invita a firmare la petizione.

LA DIFESA

I firmatari, pur riconoscendo la presenza di qualche incongruenza formale, ritengono che la sospensione non sia commisurata a quella che, spiegano, «è la realtà dei fatti». Per esempio sottolineando, come aveva peraltro evidenziato lo stesso dottor Piganti nei giorni successivi alla diffusione del servizio tv, che la moglie/segretaria consegnava sì le ricette e i certificati, ma sempre dopo che il marito medico aveva controllato, via computer, quelle che erano in parcheggio.

«Sono emozionato - ha detto il dottor Enrico Piganti - per la grande solidarietà, nei miei confronti, che mi stanno dimostrando i firmatari della petizione. Li ringrazio di cuore, credo che sia un grosso riconoscimento nei confronti per il mio operato durante 35 anni di attività come medico di famiglia».

FIACCOLATA IN VISTA

I promotori della petizione non si limiteranno alla sola raccolta firme: in cantiere c'è anche l'organizzazione di una fiaccolata per ribadire il sostegno al medico e riconoscergli «che ha sempre lavorato nel pieno rispetto dei pazienti e degli enti preposti adoperandosi anche per attività di ricerca e insegnamento nell'ambito medico».

Ai 1.500 assistiti del dottor Piganti - nessuno ha rinunciato dopo il via dell’inchiesta, ma ne sono anche arrivati di nuovi - è già stato comunicato chi sarà il loro futuro medico che entrerà i servizio giovedi 13 giugno con ambulatorio nella sede del distretto sanitario di via Argine Reno.

Giuliano Barbieri

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