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Resta al Sant’Anna 23 ore in attesa del ricovero. «Scuse alla paziente privilegiati casi più gravi»

L’azienda ospedaliera spiega le ragioni della lunga permanenza: «Noi unico ospedale che accoglie malati urgenti nel fine settimana» 

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FERRARA. «Ci scusiamo per la lunga attesa della paziente e il disagio che ne è conseguito. Tuttavia l’aver reso stabili le condizioni di salute della signora (somministrando un’adeguata terapia) ha permesso ai medici del turno notturno di privilegiare ricoveri di pazienti più urgenti». Il Sant’Anna conferma la lunga attesa della paziente - circa 23 ore - fra l’accesso al pronto soccorso e il momento del ricovero, lunedì mattina, ma spiega nei dettagli il motivo per cui si è resa necessaria la permanenza prolungata nell’area del pronto soccorso di Cona. «Va in primis sottolineato che nelle fasce orarie sulle quali influisce maggiormente la chiusura dei principali servizi sanitari e residenziali, durante il fine settimana - scrive l’azienda - il Sant'Anna rimane il solo presidio che accoglie pazienti acuti, oltre a garantire l'assistenza a pazienti post-acuti in attesa di essere accolti negli altri nosocomi pubblici o privati della provincia».

Un problema che si è accentuato negli ultimi anni, dopo la chiusura di tre ospedali in provincia, e che sta mettendo il Sant’Anna in difficoltà.

L’ingresso e gli esami. La paziente si è presentata in pronto soccorso domenica 2 giugno alle ore 10.33 per “vertigini e cervicalgia persistenti” dopo essere stata anche al pronto soccorso di Argenta il giorno precedente «dove le hanno richiesto una visita Orl (programmata per il lunedì 3 giugno), scrive l’ospedale. A Cona, prosegue la nota, «le è stato assegnato un codice verde. La signora è stata presa in carico alle ore 14.58 e sono stati richiesti esami di laboratorio e una valutazione orl. Alle 20.54 è stata inoltre effettuata una “Tac encefalo” per escludere problematiche cerebrovascolari». Gli esami di laboratorio hanno poi evidenziato «un’importante iponatremia (mancanza di sodio ematico)», è stata quindi somministrata la «terapia appropriata». Il medico di turno, la notte del 2 giugno, «ha parlato con la paziente e con i familiari più volte durante la permanenza della signora in pronto soccorso preventivando un lungo periodo di trattamento - conclude l’azienda sanitaria - Alla paziente, successivamente, sono stati effettuati controlli degli esami ematici verso le ore 7.40 della mattina del 3 giugno ed è stata ricoverata alle 9.30».

Un punto debole. Ieri è stata la persona che ha segnalato la vicenda alla Nuova Ferrara a spiegare il percorso sanitario della suocera, 88 anni, che è stata trattata per uno scompenso cardiaco e ricoverata in Medicina d’urgenza nel giro di 10 ore. «Ho sollevato il caso della paziente rimasta per tutte quelle ore - quasi un giorno intero - in attesa di ricovero perché se questo rappresenta un punto di debolezza della nostra sanità dovrebbe essere al più presto affrontato e risolto. —

Gioele Caccia

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