Troppi daini sulla costa La Regione prepara i piani di contenimento
Le ipotesi: la sterilizzazione e il trasferimento degli animali Martedì incontro a Bologna per definire gli interventi
COMACCHIO. Anche la Regione Emilia Romagna interviene sull’incremento della popolazione di daini vaganti e sui rischi connessi per la circolazione stradale.
Dopo l’incidente stradale provocato, sabato scorso lungo l’Acciaioli, proprio da un daino, che ha attraversato all’improvviso la strada ad un motociclista, dal palazzo di via Aldo Moro giunge un importante aggiornamento. Non ci sono, evidenzia ’è alcun piano di abbattimento dei daini in quei territori non idonei, come nei territori del Ferrarese a ridosso del Volano o nella pineta di Classe, nel Ravennate, dove la popolazione di questi ungulati, frutto di fughe accidentali, ha raggiunto numeri consistenti».
Per affrontare il problema, la Regione resta in attesa del parere vincolante di Ispra, ente al quale il Parco del Delta del Po ha commissionato, nei mesi scorsi, un monitoraggio.
PRIMI ACCORDI
«I daini dovranno essere catturati da tecnici faunistici e operatori specializzati, sterilizzati – evidenzia la Regione – e trasferiti anche in aree private adeguatamente autorizzate e dotate di recinzioni, per evitare la fuga degli animali». Con alcuni privati peraltro la Regione ha già avviato contatti e preso i primi accordi.
Che la problematica sia in cima all’agenda delle istituzioni del territorio è confermato anche dalla direttrice dell’Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po, Maria Pia Pagliarusco, la quale rileva che «la Regione ha convocato un tavolo tecnico per martedì prossimo. Al tavolo parteciperanno tutti gli enti pubblici e le forze dell’ordine dei due territori coinvolti, ossia della provincia di Ferrara e di Ravenna. Avevamo fissato un limite di tempo all’Ispra per l’invio della relazione richiesta sull’esito del monitoraggio dei daini. La scadenza è fissata a domani (oggi per chi legge) – prosegue Pagliarusco –. L’idea sarebbe quella di spostare i daini in aree adeguate, ma occorre valutare a fondo tutte le normative in materia».
Si attende quindi a stretto giro una svolta attorno a un problema, quello di branchi di daini vaganti tra aree verdi dei Lidi con sempre più frequenti sconfinamenti in zone residenziali o sulle spiagge.
I CONTEGGI
Anche il Parco del Delta, con propri dipendenti, ha collaborato con Ispra ad effettuare il monitoraggio e stando ai primi numeri emersi, risulta che siano 208 gli ungulati che vivono stabilmente tra i sette Lidi: «Il censimento dei daini è stato compiuto in quattro giorni consecutivi, in maggio, mediante conteggi sia di giorno sia di notte e in quest’ultimo caso con l’ausilio di fari speciali. Oltre al conteggio, i tecnici incaricati, impiegando strumentazioni adeguate, hanno proceduto a rilevare altri dati (sesso ed età presunta degli animali. Risulta che i daini bruchino all’imbrunire o all’alba ed è in queste fasce orarie che si spostano più frequentemente». —
Katia Romagnoli
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