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Un export agroalimentare da oltre sei miliardi di euro

Lauro Casoni
Un export agroalimentare da oltre sei miliardi di euro

Incontro alla Coferasta di Confindustria. Bilancio positivo a livello regionale  Il maggiore mercato dei prodotti made in Italy è quello della Germania

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È partito un nuovo ciclo di incontri che vedrà la Piccola Industria di Confindustria Emilia promuovere sinergie e contaminazioni con le filiere industriali nell’ottica del potenziamento dei propri servizi associativi sui territori di Bologna, Ferrara e Modena.

La prima iniziativa dedicata all’agroalimentare si è svolta a Coferasta e ha chiamato a raccolta circa una sessantina di aziende con protagonisti, in qualità di relatori, alcuni imprenditori che bene rappresentano l’eccellenza agroalimentare emiliana: il presidente di Coferasta Alessandro Ludergnani, il presidente del Gruppo Granarolo Gianpiero Calzolari, il Ceo di Pizzoli nonché delegato aggiunto della filiera Agroalimentare di Confindustria Emilia Nicola Pizzoli, l’ad dell’Acetaia Giusti Claudio Stefani Giusti e l’ad di Villani e presidente della filiera Agroalimentare di Confindustria Emilia Giuseppe Villani. Nei panni del moderatore il presidente della Piccola Industria e vicepresidente di Confindustria Emilia Gian Luigi Zaina che ha descritto lo scopo del progetto e promosso la necessità di migliorare lo scambio di informazioni tra realtà produttive non necessariamente dello stesso comparto produttivo.

Zaina

«Le aziende, specie se di piccola e media dimensione - ha rimarcato Zaina, vicepresidente di Confindustria Emilia - vincono quando il territorio che le circonda si dimostra fertile e ricettivo. Da incontri come questo, la cosiddetta intelligenza di comunità non può che uscirne rafforzata».

Dopo la corsa degli ultimi anni, nel 2018 il valore della produzione agricola di campi e allevamenti ha rallentato il ritmo di crescita. Nonostante la flessione delle quantità prodotte (-1,6%), il bilancio dell’annata – secondo le stime elaborate dalla Direzione generale dell’assessorato regionale – si chiude comunque in positivo, con un valore della produzione di poco inferiore ai 4, 7 miliardi di euro».

andamento produttivo

Esaminando l’andamento dei principali settori produttivi, il vero motore propulsivo dell’economia agricola regionale sì è confermata ancora una volta la zootecnia (quasi 2,4 miliardi di euro, +5,8%), che ha superato per la prima volta in valore assoluto l’insieme delle produzioni vegetali (circa 2,3 miliardi, –4,7%). Arretrano, le produzioni vegetali, penalizzate dal calo della Plv di grano duro (-15% circa) e barbabietola (-35%). Così come la frutta invernale: mele (-22,4%), pere (-14,3%) e kiwi (-37,7%), in ripresa pesche (+35,7%) e nettarine (+25,4%).

Sulla crisi dei redditi in agricoltura si è soffermato Alessandro Ludergnani che non ha nascosto le attuali difficoltà del settore se viste dalla parte dei produttori agricoli, rimarcando la carenza di una programmazione agricola degna di un paese sempre all’avanguardia del settore. Ferrara stessa, sottolinea il Presidente di Coferasta, sta assistendo ad eccessiva produzione di frutta causata da programmi sbagliati che incide sul valore dei prodotti agricoli e non remunera gli agricoltori.

Nel 2018 è proseguito comunque il trend favorevole dell’export agroalimentare (produzione più frigo), per un controvalore di quasi 6,5 miliardi di euro (+3,6%), pari al 10,2% del totale delle vendite all’estero delle imprese emiliano-romagnole. Cresce pure l’import, che arriva a toccare quota 6,55 miliardi di euro (+4,1%), con la bilancia commerciale che finisce circa in pareggio.

L’export

La Germania si conferma il principale mercato di esportazione per le nostre eccellenze agroalimentari, con una quota del 18,45%, seguita da Francia (14,11%), Regno Unito (7,43%) e Usa (7,06%). Nell’insieme i 28 Paesi aderenti all’Unione europea hanno assorbito nel 2018 l’81,3% dell’export regionale. Proprio Regno Unito e Usa sono le grandi incognite del futuro, ha sottolineato il Presidente di Granarolo, sicuro di parlare anche a nome dei produttori di tutta la filiera agroalimentare italiana. —

Lauro Casoni

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