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la conta dei danni 

Meteo, anno nero per le albicocche Le aziende ferraresi: così non si va avanti

Andrea Tebaldi
Meteo, anno nero per le albicocche Le aziende ferraresi: così non si va avanti

Le testimonianze dei produttori: la resa è scarsa Il reddito minacciato dalla concorrenza spagnola

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Forte grido di allarme in Emilia Romagna sulla campagna delle albicocche, un prodotto che vede Ferrara tra le province più vocate con circa 350 ettari. Mai così male la produzione delle varietà precoci, in raccolta a maggio sulla prima collina da Imola a Cesena: meno 75% di reddito aziendale, scarto di produzione pari al 50% e prezzo all’origine dimezzato rispetto al 2018.

La conta dei danni da maltempo si trasforma in disperazione per gli agricoltori che hanno scelto la prima collina. Alla luce di questo report regionale assolutamente negativo per la produzione collinare, Confagricoltura Ferrara registra i commenti dei produttori associati, impegnati da pochi giorni nella raccolta, quest’anno in ritardo di una decina di giorni per il meteo avverso.

Le testimonianze

Verter Zardi, contitolare con il fratello Marco di un’azienda con terreni ad Aguscello e frutteti di pero, prugne, cachi, oltre naturalmente alle albicocche, dice: «Settecento i miei alberi di albicocche precoce, 1500 quelli di medie e tardive. Per quanto riguarda la varietà precoce Tsunami, mi associo ai produttori delle colline romagnole, anch’io avrò una produzione alquanto scarsa rispetto allo scorso anno a causa della grandine caduta in maggio che ha rovinato la maggior parte del raccolto. Va meglio la Pricia, una varietà che a oggi ha meno problemi. Poi sarà la volta di Primidi, una varietà che ci dà soddisfazione per pezzatura e gusto. Fra 20 giorni toccherà alle medie Orange Ruby a cui seguirà la varietà Pieve, per finire con le tardive; entrambe (medie e tardive) a oggi non destano problemi. Il problema vero è il nostro reddito aziendale che si può dire non esista più, perché sul mercato stanno entrando massicciamente le albicocche spagnole dove on si sono avute condizioni climatiche avverse.

Il nodo prezzi

Spostandoci a San Bartolomeo in Bosco, la parola passa a Mario Buriani, con frutteti di pero, pesco, melo, prugne e 2, 5 ettari di albicocche, che ironico afferma: «Il raccolto si preannuncia nella media, anche se non si può parlare di una campagna da ricordare. Il problema sono i prezzi che ci vengono offerti con una tendenza sempre al ribasso, non ce la facciamo più! Abbiamo bisogno di maggiore rispetto e considerazione affinché noi produttori si possa continuare a lavorare nei campi, che è ciò che sappiamo fare bene, e soprattutto di minor burocrazia».

Ma Buriani aggiunge anche che «il problema principale in questo momento nella nostra provincia riguarda le pere, Abate in primis, che sono la nostra principale produzione. A seguito della eccezionale cascola delle scorse settimane, la produzione di abate, per quanti hanno ancora un po’ di raccolto, è ridotta a solo il 30% e forse neppure. Sono nato da famiglia di frutticoltori e la mia esperienza è ormai storica, ma mai ho visto un problema così diffuso per la produzione di pere». —

Andrea Tebaldi



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