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Una Casa aperta dal grande cuore Per stare accanto a chi ha bisogno

Beatrice Barberini
Una Casa aperta dal grande cuore Per stare accanto a chi ha bisogno

La struttura del Sav si adopera  per aiutare le donne che sono  state vittime di violenza o che  si trovano in grave difficoltà  È in funzione dal 1996

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CENTO. «La Casa di accoglienza alla vita gestita dal Sav, fiore all’occhiello del territorio nel dare aiuto e supporto alle donne vittime di violenza e in difficoltà. Qui, la qualità e la professionalità, si uniscono al lavoro di persone che ci mettono a titolo volontario tempo, dedizione e cuore». U

n commento sentito, quello del consigliere comunale Marco Pettazzoni a seguito della visita alla Casa di Accoglienza’Andrea Rimondi’di via Facchini 1 a Cento, gestita dal 1996 dal Servizio Accoglienza alla Vita di Cento.

La Casa, dove ad oggi sono accolte 7 donne (con i loro bambini), vittime di maltrattamenti e abusi, violenza familiare o gravi situazioni di difficoltà. E qui, nella struttura con il supporto di sei educatrici, l’assistente sociale, e i volontari, che le mamme assieme ai loro bambini iniziano un percorso di rinascita per riconquistare, attraverso progetti di sostegno mirati, serenità, autonomia e fiducia in sé stesse. Ed è proprio per festeggiare i 40 anni di attività in difesa delle donne e della vita, che il Sav, fondato nel 1979 da Andrea Rimondi, don Antonio Mascagni (parroco di Pieve di Cento) e don Alfredo Pizzi (parroco di Casumaro), ha aperto le porte della Casa di accoglienza ad autorità civili, religiose e militari. A dare il benvenuto nella struttura, che vive con le risorse di Asl e Comuni, delle parrocchie e di donatori e volontari, sono state la presidente Teresa Fortini, la direttrice Lorena Vuerich e tutto il consiglio direttivo del Sav.

In visita ai sette appartamenti e agli spazi comuni, monsignor Stefano Guizzardi e don Angelo Lai, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco e Polizia locale, il vicesindaco Maccaferri, gli assessori Borgatti e Fortini. Evidente la cura e l’amore per una struttura e un servizio, che in 40 anni ha accolto oltre 100 mamme in difficoltà. Dopo la visita, il commento del consigliere Pettazzoni, che fa seguito all’interrogazione presentata in consiglio comunale lo scorso ottobre, per chiedere chiarezza rispetto alla situazione della Casa di accoglienza alla vita di Cento, dopo le accuse sollevate da una madre ospite che riferiva di una struttura in degrado. «Ma quale degrado? Una struttura d’eccellenza e di qualità – dice a Pettazzoni –. Per madri e bambini, una grande famiglia accogliente». —

Beatrice Barberini

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