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L’uomo della campagna web che ha fatto del codino un marchio

L’uomo della campagna web che ha fatto del codino un marchio

Dalla Puglia a Unife, la direzione di Ferrara by Night, i video in discoteca. Ora Lecci accarezza l’idea di curare la comunicazione del Comune 

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FERRARA. Dietro le quinte di un successo elettorale, oggi, c’è spesso uno spin-doctor. Donald Trump ha avuto Steve Bannon, Matteo Salvini conta sull’estro di Luca Morisi, Alastair Campbell era il regista della comunicazione di Tony Blair. Michele Lecci, 32 anni, di Manfredonia (Fg), ha curato il profilo social (grafica, video, sponsorizzazioni) di Alan Fabbri, il neo-sindaco di Ferrara che ha espugnato l’ ex roccaforte dell’Emilia rossa dopo una campagna elettorale che si è trasformata in una scommessa vinta. Davanti al candidato leghista che cercava l’immagine giusta per marcare i manifesti e l’impronta social (Fb e Instagram) Lecci ha difeso l’idea, racconta, di «presentare il candidato sindaco con il codino che si intravede nella foto. Alan lo porta da sempre e in questa campagna è diventato un suo tratto personale che abbiamo valorizzato per sottolineare la volontà di imprimere un cambiamento».

Su questo fronte ha collaborato con la collega Alessia Pedrielli (comunicati stampa) e con Marcello Micai (cartellonistica). «Abbiamo usato i selfie per convincere l’elettore che Alan poteva essere una scelta condivisa anche dal suo vicino di casa», aggiunge Lecci. Che abita a Ferrara, dove si è trasferito una decina di anni fa per studiare Giurisprudenza («mi mancano due esami, ma arriverò alla laurea»).

Qui ha iniziato a lavorare per necessità ma anche per diletto. Prima i passi in Puglia con IlSipontino.net, poi la direzione di Ferrara by Night («mi dimetterò», annuncia), le animazioni notturne sugli schermi delle discoteche e le esperienze nel settore comunicazione in “Delta Commerce”, “Generali”, “Digife”. Infine l’incontro con Fabbri durante un evento in piazzale Castellina: «Mi ha detto che aveva bisogno di una persona come me».

Il sì gli ha aperto la porta della segreteria della Lega in Regione. «Ho un contratto part-time, così ho potuto dedicarmi al “progetto Alan” che ho abbracciato anche perché non ho mai ricevuto considerazione, qui, dalla giunta di centrosinistra. Per me è stata una rivincita», commenta soddisfatto. I momenti più critici? «Lo scontro con Estense.com sulla fedina penale di Naomo e il video di Stefano Solaroli, neo-consigliere comunale, con la pistola - conclude Lecci - A chi vuol fare questo mestiere dico di imparare più cose possibili, di impegnarsi e credere in se stessi». Il futuro professionale? «L’idea di continuare a seguire Alan - annuncia - mi piace, ma anche quella di poter curare la comunicazione del Comune su eventi e turismo». —

Gioele Caccia

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