La solitudine dei numeri non primi
L’uomo per sua natura è un animale politico, diceva Aristotele. E anche i tempi moderni danno un’ampia conferma di questa acuta osservazione. Prendete l’altra notte ad esempio, quella della storica vittoria di Alan Fabbri al ballottaggio e la conseguente sua elezioni a sindaco di Ferrara. In tanti si sono presentati alla conferenza stampa in municipio del candidato leghista: salire sul carro del vincitore è molto semplice e ci si può accontentare anche di posti in piedi. D’altra parte il nuovo sindaco ha la bellezza di ottanta incarichi politici e amministrativi da assegnare e già si sgomita per un assessorato e un ruolo nella holding, per un incarico comunale o la nomina in qualche Cda nelle partecipate. Il risultato è stato una conferenze stampa dove c’erano più politici in cerca di poltrone e sofà che giornalisti, nonostante la vasta rappresentanza dei medie accorsa da tutta Italia per documentare un cambio politico epocale per Ferrara.
Qualche minuto prima, e lì arriva l’altra faccia della medaglia, il candidato del centrosinistra Aldo Modonesi, uscito battuto dal responso dalle urne, si è presentato da solo in conferenza stampa - mettendoci la faccia - nessuno al suo fianco, neppure un esponente del suo partito che potesse dargli forza e sostegno in un momento politicamente ed umanamente non facile. Il contrasto tra le due conferenze è stato devastante. Da un lato la corsa repentina per salire sul carro del sindaco vincitore, dall’altro l’altrettanto rapido distacco nei confronti di chi ha perso. La politica - e la conferma è avvenuta puntuale l’altra notte - è anche questo: la caccia per un posto al sole e l’isolamento di chi arriva secondo, la solitudine dei numeri non primi. —
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