Vendita della canapa La Cia chiede chiarezza al Parlamento
«Nel Ferrarese, in particolare nelle zone del Delta, la canapa è stata una delle colture di punta almeno fino agli Anni Cinquanta, perché qui ci sono clima e terreno adatti. L’Italia, poi, era il secondo produttore mondiale dopo la Russia e contava fino a 100mila ettari seminati per un milione di quintali prodotti. Strano constatare che adesso si discuta di questa produzione associandola genericamente alla “droga”, anziché promuovere la canapa Made in Italy come alternativa da reddito alle produzioni cerealicole», spiega Massimo Piva, vicepresidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara.
Secondo il Consorzio Nazionale per la tutela della Canapa, in Italia sono stati aperti quasi mille negozi che impiegano diecimila persone – nel 2016, sempre secondo le stime erano appena trecento – e generano un fatturato di 150 milioni di euro. Un vero boom che riguarda anche le superficie dedicata, da 950 a oltre 3.000 ettari (+200), tanto che la canapa è stata definita il nuovo “Oro verde” dell’agricoltura.
Cosa succederà ora, con la stretta sui prodotti che possono essere venduti nei cosiddetti canapa shop?
«Il Parlamento dovrà fare chiarezza sulle reali applicazioni della Legge 242/2016 – continua Piva – nata per favorire la vendita dei derivati di cannabis light, quella che può contenere una percentuale di Thc, il principio attivo della cannabis prodotto dal fiore ad azione stupefacente e quindi illegale, dello 0,2%, con una tolleranza fino allo 0,6%. Attualmente la decisione presa dalla Cassazione che ha l’ha decretata illegale, sull’onda di una presa di posizione politica, appare del tutto ingiustificata e può bloccare un settore dalle interessanti potenzialità. Inoltre tutto sembra ridursi alla polemica sul che cosa si vende in questi negozi, in particolare a livello di infiorescenze, ma in realtà - prosegue Piva – la canapa può essere trasformata per innumerevoli utilizzi: pasta, pane e farina che non contengono glutine; olio ricco di Omega 3 e dalle spiccate proprietà antiossidanti; mattoni ecologici per la bio edilizia; pellet per il riscaldamento delle case; produzione di tessuti resistenti e green. Senza dimenticare gli utilizzi per detersivi, tinte e colori, solventi e inchiostri. Ecco perché colmare le carenze legislative è fondamentale, anche per il nostro territorio». —
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