Appello per il sostegno alle Cooperative di comunità in Emilia
Le cooperative di comunità rappresentano la nuova frontiera dell’imprenditoria comunitaria che crea occupazione e redistribuisce ricchezza in quei territori dove nessuno vuole più investire. Dai borghi in via di spopolamento ai quartieri periferici delle città, fino alle aree più isolate dell’entroterra o della bassa pianura, queste imprese di cittadini auto-organizzati possono salvaguardare le reti sociali ed economiche di interi paesi dell’Emilia-Romagna. A maggior ragione se c’è il sostegno delle banche di credito cooperativo, pronte a confermare il loro impegno a favore delle comunità.
È quanto emerso al convegno “Comunità intraprendenti. Percorsi di innovazione sociale per lo sviluppo locale” tenutosi ieri mattina alla Sala Marconi di Emil Banca, a Bologna, a conclusione del percorso formativo sulla cooperazione comunitaria promosso da Confcooperative Emilia Romagna ed Emil Banca con il supporto scientifico di Aiccon.
«Davanti all’incapacità dello Stato di dare risposte ai bisogni dei territori e dei quartieri – ha detto in apertura il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini –, ci sono due possibilità: o si assiste in maniera passiva all’impoverimento di queste aree, oppure i cittadini diventano protagonisti le cooperative di comunità». —
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