Fabbri sindaco: proroga per i dirigenti e primo vertice di giunta
Ferrara: prima lo storico sì, poi l’incontro con i leader. Per gli assessori incognita quote rosa. Addio alla Regione
FERRARA. Dalle 10.30 di ieri, 11 giugno, Alan Fabbri è ufficialmente sindaco di Ferrara e dal minuto dopo si è messo al lavoro per il primo obiettivo nel suo mirino: la formazione della nuova giunta, assieme ai “big five” della maggioranza. La giornata del neosindaco è poi continuata a Bologna, in Consiglio regionale, dove tra selfie e fair play ha lasciato la poltrona di capogruppo leghista, incompatibile con il nuovo incarico. Ancora 24 ore di puri adempimenti, dunque, come quelle precedenti dedicate a raccontare la presa di Ferrara ai giornalisti di tutta Italia: un minimo di ragionamento e pianificazione sono in effetti demandati alla giornata di oggi.
Dopo aver passato una mezz’ora a colloquio con il segretario generale del Comune, Ornella Cavallari, accompagnato da chi al voto ha raccolto più preferenze, Nicola Lodi, Fabbri ha accettato l’incarico in sala di giunta. Ad aspettarlo fuori intanto c’erano fra gli altri Andrea Maggi (Ferrara cambia), Alessandro Balboni (FdI), Matteo Fornasini (FI), Daniele Botti (Ferrara civica), e con loro il neo sindaco ha fatto un tour per gli uffici. Ha anche “provato” la nuova poltrona, fatto foto mettendo in mostra la fascia («ma siamo sicuri che mi vada bene?», ha scherzato). «Mi metterò subito al lavoro», le sue prime parole dopo la firma, e «nei prossimi giorni incontrerò i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza». E poi ci sarà da pensare alla giunta, con la nomina degli assessori, e la convocazione del primo consiglio «che sarà in Gad», ha confermato. Fabbri avrà ora «dieci giorni per convocare la prima seduta del Consiglio comunale - ha spiegato Cavallari - e si dovrà svolgere entro dieci giorni dalla convocazione».
Fabbri e Cavallari si danno del tu, la conoscenza risale al mandato da sindaco a Bondeno del leghista, che ha avuto a più riprese come segretario comunale a scavalco proprio l’attuale dirigente di Palazzo Municipale. «Allora rimani?» pare le abbia chiesto lui alla stretta di mano: la risposta è stata positiva, e la questione del rinnovo o meno del mandato del segretario comunale potrebbe essere finita qui. Fabbri ha anche deciso la proroga fino al 30 settembre di tutti i dirigenti, compresi il comandante della Polizia locale e i tempi determinati che da ieri, in caso contrario, non avrebbero più potuto firmare un atto: avrà l’estate per fare le proprie valutazioni. Poi si è rinchiuso in ufficio con i cinque leader della maggioranza a parlare di giunta.
«È andato tutto bene» ha sintetizzato alla fine del colloquio, oltre mezz’ora, lo stesso Lodi, e in effetti i sorrisi si sprecavano. «Ecco, è il segno che ancora non siamo entrati nel merito» ha aggiunto in disparte un altro dei “big five”. In effetto la nuova giunta appare abbozzata, con un paio d’incognite: la delega al bilancio e la quota rosa, quattro donne su nove. I punti fermi dovrebbero essere i leader delle liste, cioè Fornasini (Commercio, turismo o magari proprio il Bilancio), Maggi (Cultura forse con l’aggiunta dell’incarico di vicesindaco), Balboni (Università e scuola, forse i Giovani) e Botti, in alternativa al fondatore della sua lista, Riccardo Forni. Per Lodi resta valida l’opzione della Sicurezza e del Decentramento, bisogna vedere se con Fabbri sono state intavolati discorsi in funzione Regionali.
Si tratta come si vede di uomini, resterebbe da coprire per l’intero la quota femminile e Fabbri non sembra intenzionato a pescare troppo tra gli eletti in Consiglio comunale, al di là di Lega e Fc. Forse arriveranno amministratrici dall’Alto Ferrarese, dalle professioni potrebbe giungere qualche contributo. Sandro Mezzatesta, ex sindaco nel Bresciano e docente Unife, è in ballo per un incarico importante, più sul versante dirigenziale che per la giunta.
L’ex sindaco Tagliani è arrivato verso le 11.30, qualche saluto negli uffici e poi l’incontro con Fabbri per il passaggio di consegne: foto di rito e colloquio privato, non sembrano esserci questioni sospese sulle quali intervenire con immediatezza. La prima prova del nove è la verifica degli equilibri di bilancio e l’assestamento, da approvare entro luglio assieme al nuovo Documento di programmazione.
Tagliani se n’è andato senza aggiungere commenti, da ieri si occupa a tempo pieno del suo studio legale che peraltro non aveva mai abbandonato.
Fabbri intanto era già partito in direzione Bologna-Regione per le pratiche di dimissione dal consiglio regionale. Selfie con i consiglieri leghisti, pacche sulle spalle e strette di mano con gli altri, «abbiamo sempre mantenuto in quest’aula uno spirito di collaborazione e rispetto reciproco - ha detto il neosindaco - e in bocca al lupo alla giunta regionale, vi aspetto a Ferrara». A sostituirlo sarà Fabio Callori di Piacenza», ex di Forza Italia poi passato a Fratelli d’Italia. —
Stefano Ciervo
Giovanna Corrieri
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