M5s: in massa a votare Fabbri? Ma i conti così non tornano
Il Movimento 5 Stelle al ballottaggio ha votato in massa per Fabbri? Lo stesso avrebbe poi invitato i pentastellati ad aderire alla sua nuova Giunta? E offerto un incarico allo stesso Tommaso Mantovani? Ipotesi di “esperti analisti”, ribatte il Movimento, che «sorride» di fronte alle conclusioni di certi commentatori accusati di «torturare i numeri».
«Non pretendiamo che, come gli storici, si senta il bisogno di verificare e soprattutto di citare le fonti; ma almeno sarebbe stato interessante consultare i diretti interessati», sottolineano dal Movimento. Perché se il sindaco leghista aumenta i propri consensi del 7-8% («cioè più o meno le preferenze ottenute dal M5s»), si precisa, non significa che gli elettori abbiamo dirottato il voto verso Fabbri.
E i pentastellati propongono un’altra ipotesi: «in assoluto - spiegano - se Alan Fabbri al ballottaggio ha avuto 875 voti in più del primo turno, potremmo dedurre che, anche se fossero tutti nuovi voti dei “grillini”, avrebbe optato per la Lega uno striminzito 16% del Movimento, che al primo turno ne ha avuti 5.161. Il ché significherebbe che i cinque stelle si sarebbero astenuti in massa. Naturalmente sono ipotesi assurde», che non tengono nemmeno conto, aggiungono, «della diversa affluenza tra il primo turno e il ballottaggio».
Troppa interpretazione sui flussi del voto e sui dati, denunciano i pentastellati, che tengono inoltre a precisare che «dal giorno del ballottaggio non c'è stato alcun invito da parte di Alan Fabbri ad aderire alla sua giunta costituenda». Non sarebbe in linea con i principi del Movimento, sottolineano, «puntare a cariche retribuite, pur di salire sul carro dei vincitori» e «lo sa anche il sindaco».
E non si faccia riferimento al contratto di governo nazionale fra Lega e 5 Stelle, raccomandano, perché «rappresenta un unicum, fondato su di un piano paritario, tra gruppi politici che hanno vinto le elezioni del 4 marzo 2018», mentre a Ferrara la «condanna» del 7% «ci pone all'opposizione». La speranza è comunque che si possano vedere realizzati i cinque punti del programma, quelle che Alan Fabbri si sarebbe impegnato a perseguire. Per questo «rimaniamo disponibili» e, sottolineano, «senza chiedere nulla in cambio».
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