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Fabbri: sono persone in Italia già da tempo

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La prima grana per il neosindaco di Ferrara, Alan Fabbri, è arrivata nella notte successiva all’accettazione dell’incarico. Quella dei profughi da ospitare, per un esponente della Lega che ha come principale collaboratore Naomo Lodi, cioè l’organizzatore di tutte le proteste anti-migranti degli ultimi anni in provincia, è sicuramente un tema da maneggiare con cura, anche a livello istituzionale. Fabbri ha spiegato così la collaborazione offerta al prefetto Campanaro: «È stato un confronto sereno e tranquillo, i profughi provengono dall’hub di Bologna dove erano ospitati da diversi mesi e vanno redistribuiti sul territorio, a partire da Ferrara, su base temporanea. Si tratta di persone che appartengono al contingente 2018, non di nuovi arrivi, e questo è per noi un discrimine importante. Bisogna inoltre tener presente che il numero di richiedenti asilo sul nostro territorio è fortemente diminuito, da oltre 1.100 agli attuali 700 circa».

Sembra di capire, quindi, che eventuali problemi potrebbero sorgere in caso di nuovi arrivi dai barconi, anche se già entro il 30 giugno Fabbri sa di dover affrontare il problema dell’ospitalità complessiva del sistema-Ferrara, «ci confronteremo con il prefetto anche su questo».

Sono diverse le province emiliane che hanno dovuto far fronte all’improvvisa emergenza nata nel capoluogo regionale. Oltre alla stessa Bologna, che ha redistribuito sul suo territorio una ventina degli ex ospiti del suo hub, hanno infatti accolto una quota di richiedenti asilo Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e appunto Ferrara. —

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