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Il crollo dell’export ferrarese: -10,3% Mezzi di trasporto e chimica in affanno

Merci all’estero per 623 milioni di euro nel primo segmento dell’anno, in Regione invece si registra un aumento del 5%

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Gli indicatori del commercio internazionale, elaborati sulla base delle informazioni diffuse da Istat, per il primo trimestre 2019 hanno registrato un rallentamento delle esportazioni ferraresi, già peraltro evidenziato negli ultimi mesi del 2018.

Il crollo ferrarese

I dati segnalano che sono state esportate merci per oltre 623 milioni di euro, con una variazione tendenziale negativa del -10,3%, media del periodo caratterizzato da graduale peggioramento. Il valore rimane comunque superiore a quanto registrato nel biennio 2015-2016. Negli anni di maggiore espansione (2012 – 2014 – 2015 – 2018 anno record del periodo), il dato relativo ai primi tre mesi dell’anno era invece più elevato rispetto a quanto ora rilevato.

bene la regione

Il trend negativo ferrarese è in contrasto con l’andamento positivo dell’Emilia-Romagna, che continua a mostrare un’espansione dell’export con un +5,5%, risultato accelerato rispetto al trend nazionale (+2,0%).

Le esportazioni crescono in quasi tutte le province, fatta eccezione anche per Rimini. Ottimi risultati vengono da Piacenza e Bologna (rispettivamente +13,0% e +12,4%)

La diminuzione dell’export ferrarese, colloca la provincia nel gruppo delle province che ha registrato le performance peggiori. Il dato medio nazionale è sostenuto dall’aumento delle vendite delle regioni del Centro. Tra le regioni più dinamiche si segnalano Molise (+59.1%), Lazio (+21.0%), Toscana e Puglia (+16.1% e +9.7%). L’analisi per destinazione delle esportazioni ferraresi evidenzia cali diffusi.

L’Europa si dimostra sempre la destinazione e la provenienza principale, rappresentando più dei due terzi dell’export ferrarese totale. Nonostante la consistente riduzione di oltre 37 punti percentuali, gli Stati Uniti mantengono la loro posizione come partner principale. La contrazione si è manifestata soprattutto a causa della riduzione dell’export dei prodotti dell’automotive. La Germania supera così gli Stati Uniti, sebbene si evinca una contrazione delle merci vendute, soprattutto per quanto riguarda i prodotti chimici. Le uniche variazioni positive tra i consueti paesi osservati si registrano per il territorio Sud Africano (+6,3%) e la Russia (+7,2%), ma occorre inoltre segnalare il risultato positivo dell’export ferrarese in Francia, Regno Unito, Belgio e Svezia, destinazioni che frenano la caduta delle esportazioni in Europa.

Anche a livello di importazioni si manifestano dei cali, (-7,7%), con solo due importanti eccezioni, Stati Uniti e Cina.

La tipologia

Il calo dell’esportazione di Ferrara in questo primo trimestre del 2019 si è concentrata soprattutto in due dei principali settori per il commercio internazionale. La prima voce per incidenza è quella relativa ai macchinari che riesce a conservare il valore del 2018, ma i prodotti chimici (-22 milioni) e i mezzi di trasporto (-66 milioni), dopo un andamento positivo registrato nell’anno precedente, tornano a manifestare forti contrazioni. Il trend dell’automotive, per rappresentatività e variazione, è stato il più determinante sul risultato finale.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aumenta, invece, l’export per i prodotti agroalimentari, gli articoli in gomma, i prodotti minerali non metalliferi e i prodotti in metallo. Si mantiene stabile anche il sistema moda, mentre si segnalano riduzioni per la pesca e gli apparecchi elettrici-elettronici. Riprende a crescere la voce riguardante il trattamento dei rifiuti. —

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