Zingaretti: il Pd a Ferrara ha commesso degli errori Fiducia da riconquistare
Dai militanti la richiesta di cambiamento: azzerare in città e in Regione tutto quello che non fa funzionato ripartendo da basi nuove
Era venuto a Ferrara due giorni prima del ballottaggio, per l’ultima chiamata al voto a sostegno di Aldo Modonesi. Aveva riempito la piazza, entusiasmato il pubblico, forse acceso nei supporter più ottimisti l’illusione di una miracolosa rimonta. Ora che i giochi sono fatti anche il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti interviene sul “caso-Ferrara”, ammettendo che il risultato è anche il frutto degli errori commessi dal partito nel territorio.
Gli errori
Martedì sera, ospite della trasmissione di Rai Tre “Carta Bianca”, ha definito la vittoria della Lega a Ferrara «una ferita dentro un quadro nazionale di grande battaglia politica. Nel caso di Ferrara è chiaro che sono stati commessi degli errori. Bisogna avere umiltà e riconquistare la fiducia delle persone, dimostrando che si può costruire una speranza. Salvini ha promesso la polizia nei parchi dello spaccio a Ferrara, sarebbe grave mandare le forze dell’ordine solo dove si vuole».
Per riconquistare la fiducia delle persone, serve un cambio di passo, a partire dalla Regione. A sostenerlo è Andrea Raimondi, già candidato nella lista Gente AModo, membro dell’assemblea nazionale del Pd e presidente dell’Associazione “Sempre Avanti”.
Cambiare
Senza troppi giri di parole, Raimondi chiede un passo indietro da parte dai dirigenti locali e dei consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra.
Se il Pd cittadino non ha saputo ascoltare la richiesta di «cambiamento, discontinuità e innovazione» espressa dalla città, riproponendo «gli stessi metodi e gli stessi schemi», ora che si stanno avvicinando le elezioni regionali non vanno ripetuti gli stessi sbagli: «Il Partito Democratico a Ferrara e in Regione deve avere il coraggio di un cambio di passo sostanziale, azzerando tutto quello che non ha funzionato e ripartendo su basi completamente nuove», oltre che «aprire i propri luoghi decisionali senza guardare con sospetto ed emarginare chi sproni al cambiamento e alla discontinuità».
Giovani in consiglio
Già Ilaria Baraldi, dimissionaria segretaria comunale, e Luigi Vitello, segretario provinciale con mandato scaduto ad aprile, hanno avanzato le prime mosse: la prima convocando l’assemblea comunale, in programma stasera, per lasciare l’incarico e favorire il rinnovamento; il secondo sollecitando il congresso provinciale per impedire fin da subito una pericolosa inerzia post-sconfitta.
Decisioni accolti con favore da Raimondi: «Penso che si possa ragionare sul favorire l’ingresso in consiglio di qualche figura giovane su cui ricostruire una classe dirigente capace di lanciare nuove sfide».—
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