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sanità provinciale 

Fecondazione assistita, con il secondo livello entra anche la genetica

Da settembre il centro assisterà una nuova fascia di utenza. In arrivo la tecnologia, un biologo esperto e una ginecologa

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FERRARA. Dopo quasi due anni di rodaggio e messa a regime il centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) inaugurato a Lagosanto nel dicembre 2017 (unico della provincia) si appresta a compiere il salto tecnico verso l’attività di secondo livello. In pratica alla fertilizzazione degli ovociti eseguita nel corpo della donna si affiancherà la tecnica della fecondazione in vitro, condotta cioè in laboratorio.

Tempi e modalità. I primi trattamenti sono in programma dopo l’estate quando le famiglie che si rivolgeranno al servizio potranno avvalersi di nuove competenze specialistiche e di tecnologie che consentiranno di svolgere una valutazione genetica sull’embrione. L’attività diagnostica preparatoria è già stata eseguita su un gruppo di pazienti in vista del passaggio qualitativo, previsto per settembre. Per allora dovrebbe essere disponibile anche l’impianto tecnologico, spiega l’Asl, grazie al quale il centro di fecondazione assistita potrà entrare nella ristrettissima cerchia dei «centri nazionali pubblici che eseguono l’analisi genetica dell’embrione».

L’autorizzazione sanitaria per operare con la tecnica più avanzata è già stata concessa, manca invece l’ok da parte del Centro nazionale trapianti che dovrà certificare l’adeguatezza della struttura e dell’attrezzatura impiegata. Le prossime settimane serviranno, oltre che per completare il percorso avviato un anno e mezzo fa , a reperire le professionalità e il personale.

Nei mesi scorsi è stato inserito stabilmente in organico con la procedura della mobilità il responsabile del laboratorio, Francesco Capodanno. La direzione del servizio è stata affidata ad Andrea Gallinelli.

I rinforzi in corsia. Con un atto che è stato appena pubblicato l’Asl si appresta ad assumere, attraverso uno specifico bando, un biologo qualificato, con un’esperienza «di almeno 5 anni di attività continuativa in centri di Pma di 2° o 3° livello» e con capacità tecnico organizzative e professionali che possono essere acquisite solo con un’elevata specilizzazione.

L’Asl punta in particolare a garantire «la preservazione della fertilità di coppia in partners maschili e femminili affetti da patologie oncologiche di vario genere o da patologie degenerative destruenti l’apparato genitale maschile o femminile».

L’altro obiettivo dichiarato è allestire «una diagnostica di preimpianto finalizzata ad evitare il verificarsi di gravidanze con gravi problematiche genetiche fetali o aborti spontanei».

L’assistenza per la funzione di indagine genetica viene garantita dall’azienda ospedaliero-universitaria di Cona. L’Asl assicura che dopo l’estate entrerà in servizio all’ospedale del Delta anche una ginecologa esperta che arriverà da Bologna. —

Gioele Caccia

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